Oseghale confessa: “Così ho sezionato Pamela”

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La bestia nigeriana Innocent Oseghale ha confessato di aver sezionato il corpo della povera Pamela Mastropietro durante l’interrogatorio davanti al procuratore capo di Macerata.

Oseghale ha rigettato l’accusa di omicidio e di violenza sessuale su Pamela, i cui resti furono ritrovati in due trolley.

Innocent Oseghale insiste che sia morta di overdose: “Una volta a casa Pamela si è iniettata l’eroina e subito dopo si è sentita male. Ho chiesto aiuto a Anthony, un mio amico, al telefono. Lui mi ha suggerito di gettarle sul corpo dell’acqua fredda e di chiamare l’ambulanza. Ho avuto paura. Lei non rispondeva più. Sono uscito a fare delle consegne”.

“Quando sono tornato lei era morta – prosegue la bestia Oseghale – Sono uscito a comprare un sacco per nascondere il corpo. Non ci sono riuscito perché il sacco era piccolo. Ho preso così la decisione di sezionare il corpo. Non l’avevo mai fatto prima. Ho nascosto i resti in due valigie e le ho portate con un taxi verso Sforzacosta ma ero al telefono e non mi sono accorto di aver superato il paese e così ho chiesto al tassista di lasciare le due valigie lungo il fossato. Temevo della reazione della mia compagna”.

Racconto indecente. L’ha uccisa. E anche se non lo avesse fatto direttamente, lo ha fatto con la droga. Oseghale deve morire. In carcere.




3 pensieri su “Oseghale confessa: “Così ho sezionato Pamela””

  1. Nell Articolo alla fine viene scritto; Ose come cazzo si chiama, vabbé il Negro nigeriano deve morire in Carcere. Si questo si, deve morire in Carcere, ma io aggiungo; mi Auguro non di vecchiaia.

  2. Penso che poca importanza abbia se la ha uccisa o no, la freddezza che ha avuto nel sezionare questa ragazza, non è normale, penso che anche un chirurgo sano di mente non arriverebbe a tanto, c’è un limite che le persone sane di mente non superano. Aggiungo che comunque questo fa parte della cultura Africana. Non credo che le nostre culture possano mai integrarsi come già accade da oltre 200 anni nelle Nazioni multietniche, l’integrazione non esiste, pochi forse, tanti di sicuro no.

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