Bonino vuole sabotare i respingimenti in Libia – VIDEO

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La Bonino, dopo avere attuato il primo punto del programma, la morte in pancia di 5 milioni di italiani, ora è totalmente impegnate nel secondo punto: sostituirli con giovani maschi africani.

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E benché abbia ottenuto meno voti di Cicciolina ai suoi tempi, continua a predicare dagli scranni del Parlamento. Finanziata da Soros.

Dove sta discutendo la mozione per l’invio di 12 nuove motovedette italiane alla Marina di Tripoli. Il che permetterebbe alla Libia di perfezionare il blocco navale e azzerare totalmente il traffico già ridotto al lumicino, come testimoniato dalla Marina militare italiana oggi:

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E questo non è tollerabile da Bonino e da chi la manovra, quindi, secondo lei, il decreto “va interrotto perché non stiamo collaborando con il Governo al-Sarraj che non controlla praticamente nulla. La Libia è fatta di due stati, tre parlamenti e centinaia di milizie, che sono quelle che di fatto controllano il territorio. Continuità significa rafforzare le milizie, che si spartiranno il controllo delle motovedette, senza che potranno salvare nessuno (non si fa salvataggio in mare con motovedette di 10 metri), così come già si spartiscono tutti gli altri traffici illeciti, dal petrolio alla droga, che pare non interessino a nessuno”.

Sarraj controlla la parte del territorio che ci interessa. La Tripolitania da dove partono i barconi. Il resto è fuffa.

“Voi pensate davvero di prosciugare l’oceano con un secchio?”, si chiede la Bonino. “La lotta ai trafficanti – dice – può avvenire solo con l’apertura di canali legali di ingresso controllati”.

Ripete poi come un ritornello che la Libia non è un porto sicuro, dunque gli immigrati non andrebbero riportati lì.

Forse non se ne è accorta: l’abbiamo già svuotato. E’ bastato chiudere i porti. E questo le rode. A lei e a chi la manovra.




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