Branco di immigrati pesta ragazzino italiano, lo lasciano in una pozza di sangue

Condividi!

E’ emergenza immigrazione in Emilia. Dove l’ininterrotto governo Pci-Pds-Ds-PD nell’arco dei decenni ha condotto ad una situazione – poi esportata nel resto d’Italia – dove gli immigrati si sentono padroni.

Così, dopo il caso della ragazzina italiana pestata da un branco di coetanee immigrate, il tutto derubricato ad atto di bullismo, ecco un ragazzo italiano.

Circondato, spintonato e alla fine buttato a terra e lasciato sul selciato della piazza in una pozza di sangue. Così è andata l’aggressione di sabato scorso, verso mezzogiorno, in piazza San Quirino a Correggio, ripresa dalla numerose telecamere di videosorveglianza installate dal Comune. La vittima è un ragazzo di 18 anni, correggese, Alessio Sardiello, che assieme a sua madre, non appena uscito dall’ospedale – intorno alle 15.30 – dove è stata medicato per una profonda ferita alla testa, ha sporto denuncia ai carabinieri.

«Credo – racconta – che i ragazzi che mi hanno attaccato siano già stati individuati e che siano finiti nei guai. Io ho già il mio avvocato e aspetto la convocazione davanti al giudice». I ‘ragazzi’ che ‘nei guai’, sono un gruppo di giovanissimi indiani – una quindicina – pare non residenti a Correggio ma che frequentano le scuole superiori nella cittadina.

«Sabato stavo andando al parco in bici – racconta Alessio –. Ho imboccato il sottopassaggio dove c’è la pista ciclabile per fare prima e mi sono trovato davanti i ragazzi indiani che occupavano tutto lo spazio. Non riuscivo a passare; ho chiesto che si spostassero e sono cominciati i problemi».

VERIFICA LA NOTIZIA

Prese in giro, strafottenza e – secondo Alessio – un ragazzo indiano che, addirittura, si avvicina alla bici e piazza due o tre manate dietro la nuca dell’italiano. «Mi sono sentito umiliato e avevo tanta rabbia in corpo – prosegue il diciottenne – ma sono rimasto calmo perché ho pensato che dentro il tunnel potevamo farmi molto male senza essere visti da nessuno. Sono ripartito dicendo loro “se volete fare i furbi ci vediamo alle 13 in stazione quando escono da scuola i miei amici».

«Sono arrivato in piazza San Quirino – prosegue Alessio – ero teso come una corda di violino e dovevo fumare una sigaretta. Sono rimasto fermo pochi minuti e li ho visti arrivare». Non è scappato, Alessio, ma li ha affrontati: «Uno di loro – ricorda – il più arrabbiato, mi ha dato tre schiaffi. Ho buttato la bici da una parte e ho cercato di tirargli un pugno, ma l’ho mancato. Intanto altri tre mi sono venuti addosso e mi hanno scaraventato a terra, e nella caduta mi sono ferito alla testa. Sono scappati – conclude Alessio – perché hanno visto il sangue che usciva».




Lascia un commento