Pieve Torina: prima la distruzione del sisma, poi quella etnica

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Due nuovi cittadini di carta a Pieve Torina, piccolo Comune terremotato dell’entroterra maceratese.

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Il sindaco Alessandro Gentilucci ha conferito la cittadinanza italiana a due immigrati, un uomo e una donna, residenti nel paese distrutto dal sisma. Evidentemente, le disgrazie non vengono mai sole.

La cerimonia si è svolta nella sede provvisoria del Comune. Si tratta di Fatijon Ademaj, 18enne nato in Kosovo, e di Ahoutchi Evelyine Erzouah, di 27 anni, nata in Costa d’Avorio. Entrambi hanno giurato di rispettare la Costituzione italiana e le leggi dello Stato come il Ceceno di Parigi, quindi siamo tranquilli.

Il sindaco, quello con lo sguardo intelligente e la fascia tricolore, dopo aver letto il decreto del presidente della Repubblica, ha donato loro copia della Carta Costituzionale.

I palazzi si ricostruiscono, l’identità, una volta perduta, no. Salvini deve imporre una riforma in senso restrittivo della legge sulla Cittadinanza, prima che sia troppo tardi, prima che nuovi italiani si aggirino armati di coltelli per le nostre strade.




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