Non esistono “figli di coppie gay”, ma bambini comprati

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In questi giorni, complice la furia contro i bambini delle amministrazioni guidate dal M5s e dal Pd, i media hanno avuto buon gioco a veicolare una sorta di ‘fake news biologica’.

Parlando di quei sindaci che violando la legge permetto la registrazione di bambini da parte dei gay, i media di distrazione di massa usano la frase “figli di coppie gay”: saremmo curiosi di vedere due omosessuali o due lesbiche riuscire a concepire un figlio.

Ovviamente non esistono ‘figli di coppie gay’, ma il termine viene utilizzato per imporre nel discorso pubblico le adozioni gay mistificando e addolcendo la realtà: il mercato dei bambini.

Due omosessuali e due lesbiche non possono avere figli. Si tratta quindi di bambini comprati all’estero e, bene che vada, figli di uno dei due componenti la ‘coppia’.

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Bambini ai quali si nega il papà o la mamma per l’egocentrismo di un manipolo di egoisti. E questo esulando da quello che due gay maschi possono fare con un bambino maschio o due lesbiche con una bambina femmina.

Perché il dramma è che spesso dietro sedicenti coppie possa nascondersi altro:

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Ma, al di là di questo, il crimine è già nel negare il padre e la madre ad un bambino comprandolo all’estero.

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