Clandestino con mascherina tra donne incinte, autorità rassicurano: “Già avuta TBC”

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Ieri un immigrato è stato accompagnato al posto di primo soccorso di Bordighera, con il volto coperto da una mascherina

Entra in ospedale con la mascherina sanitaria e in sala d’attesa si scatena il panico tra i pazienti.

È accaduto, stamani, all’ospedale Saint Charles di Bordighera, in provincia di Imperia, dove un giovane migrante “post-tubercolare”, di quelli ospiti del centro di accoglienza del Parco Roja, precedentemente colpito da tubercolosi, è stato accompagnato per effettuare alcuni prelievi. Come da protocollo, il personale sanitario gli ha messo una mascherina a copertura delle vie aeree, sollevando un mare di le polemiche, data anche la presenza di alcune giovani donne in stato di gravidanza.

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“E’ un paziente conosciuto che doveva effettuare degli esami – spiega il dottor Giovanni Bruno, direttore del presidio ospedaliero di Sanremo e Imperia -. Appena è giunto in pronto soccorso, il personale lo ha invitato a indossare la mascherina, a scopo precauzionale, ma non c’è nessun allarme”. Terminati i prelievi, infatti, il paziente è tornato al campo. Dall’Asl 1 Imperiese spiegano che se fosse stato malato, per lui si sarebbe profilato un ricovero in malattie infettive e non una dimissione, ma la gente, non conoscendo i protocolli, si è subito spaventata.

Primo punto: se non esisteva alcun pericolo, perché la mascherina?

Secondo punto: perché i clandestini ospitati a spese nostre al famigerato Parco Roja di Ventimiglia non vengono espulsi, invece di essere curati a spese dei contribuenti?




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