Il terrorista nato in Italia: tornare a Ius Sanguinis

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Nella mattinata odierna si è svolta una vasta operazione di polizia coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino nel cui contesto la Polizia di Stato di Torino – con il supporto degli uffici di polizia di Milano, Napoli, Modena, Bergamo e Reggio Emilia – ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del capoluogo piemontese e a 13 perquisizioni domiciliari e personali nei confronti di appartenenti agli ambienti islamici nel nord Italia.

L’arresto principale, per partecipazione all’associazione terroristica dello Stato Islamico, è quella di un 23enne marocchino naturalizzato italiano, Elmahdi Halili, residente a Lanzo. Con lui, sono finiti nella rete degli investigatori altri islamici attivamente impegnati in una campagna di radicalizzazione e proselitismo condotta soprattutto sul web.

Elmahdi Halili, 23 anni, nato in Italia, era già finito nel 2015 nel mirino di un’inchiesta della procura di Brescia per la diffusione di materiale di propaganda a favore dell’Isis.

Il che dimostra quanto sia urgente modificare l’attuale legge sulla cittadinanza in senso ristrettivo: migliaia di Halili diventano ogni anno ‘italiani’ al compimento dei 18 anni di età. Questo ha implicazioni devastanti. Perché impedisce la loro espulsione. Ed è il motivo per il quale in Francia sono migliaia gli estremisti ‘sorvegliati’.

Mimetizzato. Apprendista operaio in una fabbrica di materie plastiche a Villanova Canavese, era finito nei guai insieme ad un ragazzo di 22 anni residente a Ciriè, sempre per propaganda web finalizzata ad esaltare il Califfato. Per quell’inchiesta, Elmahdi Halili aveva patteggiato due anni con la condizionale per istigazione a delinquere con finalità di terrorismo.

Quando il 30 agosto del 2016 il capo della propaganda e portavoce dell’Isis Abu Mohammed Al Adnani fu ucciso ad Aleppo, Elmahdi Halili creò una piattaforma social dove pubblicò tre diverse playlist con i messaggi più famosi del braccio destro di Al Baghdadi, compreso quello in cui dava l’ordine ai lupi solitari presenti in Europa di scatenare la campagna di terrore che ha portato alle stragi del 2015.

Nelle immagini del video sotto, fornite dalla polizia di Stato, il primo arresto avvenuto nel 2015.




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