La storia del clandestino morto di fame era una bufala

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MORTO DI MALATTIA, QUALE NON SI SA

Era chiaro fin dall’inizio che si trattasse di una bufala, una di quelle che i giornali di distrazione di massa definiscono ‘fake news’ e che loro diffondono a piene mani.

L’idea che un clandestino, uno di quelli che pagano migliaia di euro a testa per imbarcarsi morisse di fame era assurda. Ci siamo subito chiesti, invece, se dietro la sua morte si nascondesse una malattia, magari contagiosa da non rivelare spacciando la bufala tragicomica della ‘morte per fame’.

E infatti, l’eritreo di 22 anni che nei giorni scorsi aveva suscitato l’indignazione social dei radical chic, è morto di una non precisata malattia. Non di fame.

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Il sindaco di Pozzallo, tal Roberto Ammatuna, aveva subito proposto l’inflazionato paragone con i campi di concentramento nazisti: “Sembravano i prigionieri di qualche campo di concentramento nazista. Sono immagini che abbiamo visto finora solo in fotografia”.

Il giovane era sbarcato nei giorni scorsi a Pozzallo dalla nave dell’ong spagnola Proactiva Open Arms. La famigerata ong Open Arms, nota per spacciare false notizie su dove preleva i clandestini e più volte svergognata dalla guardia costiera libica.

Anche in questo caso, a diffondere per primo la bufala, in un tweet, Oscar Camps, fondatore dell’ong.

È dovuta intervenire direttamente la Prefettura di Ragusa per smontare la fake news sulla malnutrizione. Il prefetto ha inviato una nota agli organi di stampa in cui viene precisato che “il decesso è avvenuto per pregressa grave malattia in fase terminale”.

Chissà se il servizietto anti-bufale messo in piedi dal povero Minniti segnalerà la notizia diffusa da Repubblica e tutti gli organi mediatici del milieu buonista tra le fake news. Ovviamente no. Trattasi di ‘fake news buonista’.

Sarebbe comunque interessante sapere di quale malattia in fase terminale sia morto il povero clandestino usato come mezzo per uno scopo: intenerire le vedove lacrimose dell’immigrazione per riprendere in grande stile il traffico dalla Libia. Per loro, i buonisti, i migranti sono sempre e solo un mezzo. Morti o vivi non importa. Anzi, morti sono utili allo scopo.




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