Milano, sfila la violenza antifà: attacco alla polizia, respinti figli di papà

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Anche oggi in scena la violenza delle squadracce rosse di regime. Utili idioti antifà. Dopo le scaramucce di stamattina, a Milano il corteo antifà è sceso in strada armato di gommo e probabilmente ordigni chiodati per protestare per impedire il comizio elettorale di CasaPound.

Non sopportano la dissidenza. Sono i veri ‘fascisti’.

La polizia li ha bloccati e, quando i teppisti rossi hanno tentato di forzare il blocco, sono stati respinti a manganellate: “Si sta passando il segno – commenta Simone Di Stefano, candidato premier di CasaPound – non tocca a noi chiedere a Minniti di guardare con occhio più interessato quello che sta succedendo. Si tratta di figli di papà annoiati in attesa di essere parcheggiati in qualche banca”.

“Siamo nel pieno delle regole e della democrazia e ci candidiamo legittimamente alle elezioni nazionali – ha detto dal palco di Cairoli – mentre dall’altra parte c’è formazione anonima che pensa di fermare l’espressione del libero pensiero”. “CasaPound – ha poi messo in chiaro – rifiuta la logica degli opposti estremismi e se ne frega della guerra civile”. A suo avviso, “negli anni scorsi, questa logica ha consentito ai grandi poteri finanziari di governare questa nazione spargendo la paura che o si votava l’ordine costituito o ci sarebbe stata la guerra civile”.

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“Chiudere i covi neri subito”, questa la richiesta dei teppisti rossi. Ad essere chiusi, dopo il 4 marzo, saranno i covi di chi pratica la violenza come credo politico.




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