Pamela, risultati choc autopsia: “Spellata da Africani, manca il 20% di pelle”

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Le indagini sull’omicidio di Pamela Mastropietro proseguono. E i particolari sono, se possibile, sempre più agghiaccianti.

Il secondo esame autoptico effettuato da dottor Cingolani su nomina della procura, infatti, svela nuovi scioccanti dettagli e conferma la tesi dell’omicidio: l’hanno ammazzata, prima di macellarla, niente overdose.

La ragazza è stata trovata con la lingua “tra i denti”, elemento che sosterrebbe “una sofferta asfissia per soffocamento” e segni di strangolamento sul collo. Ma questo era già noto.

Quello che non era noto è che “è emersa la presenza su un’ ampia parte di cute di superficiali ferite da taglio parallele, ferite – si legge nell’ ordinanza – che il dottor Tombolini (primo medico legale, ndr) ha ritenuto inferte in vita, quasi a voler infliggere sofferenze alla vittima, mentre il dottor Cingolani (il secondo nominata dalla Procura, ndr) ha ritenuto effettuate post mortem verosimilmente in relazione alle pratiche si sezionamento del cadavere”.

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Il fatto che “siano stati asportati ‘ampi tratti di cute in zona vaginale e anali’ che rafforzerebbe l’ ipotesi suggestiva circa la volontà di celare un pregresso atto sessuale, cui si riconduce anche il rinvenimento di tracce di saliva su un capezzolo”.

Poi si meravigliano di Luca Traini. Lui avrà anche sparato, ma quei dementi che hanno manifestato a Macerata contro il ‘razzismo’, hanno danzato sul cadavere, spellato, di Pamela.




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