Macerata, corteo antifascista choc: “Ma che belle son le foibe”



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Vergognoso. Ma sicuramente la Digos non prenderà i nomi, anche perché rischierebbero di dovere denunciare i figli dei loro padroni magistrati.

“Ma che belle son le foibe da Trieste in giù”. Inneggia all’olocausto degli italiani esuli dell’Istria e della Dalmazia il cosiddetto corteo antifascista a favore dello spaccio nigeriano.

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Durante la manifestazione a Macerata dopo la morte di Pamela Mastropietro e la folle caccia all’immigrato spacciatore di Luca Traini, gli elettori del PD la fanno grossa. E sulle note di una canzone della Carrà, gli antagonisti di “Aktion Antifaschisriche” e i centri sociali del Nord Est, nel giorno del Ricordo, uccidono ancora i morti. Vicino a loro le bandiere dell’Anpi, di Emergency, di Libera, della Fiom, dell’Arci, di Rifondazione comunista, di Potere al popolo e di alcune associazioni di migranti/spacciatori.

Beh, verrebbe da dire una cosa. Meglio lui.

Un corteo flop, visto che secondo le stime degli organizzatori arebbero appena 5 mila i partecipanti. Ovviamente molti meno secondo la questura. In testa la Kyenge e i connazionali degli spacciatori di Macerata, che del resto riforniscono di droga gli stessi centri sociali che manifestano. Ma anche Bonino, quella che ha riproposto le foibe nelle sale parto e ora vuole sostituire quel vuoto demografico con afroislamici. E Gino Strada, quello di Emergency, complice del traghettamento di migliaia di spacciatori, compreso l’assassino di Pamela.

Ora. Immaginate se ad un corteo della Lega degli imbecilli gridassero “ma che belli sono i lager”, verrebbe giù il mondo mediatico.

Guardate questi due, forse clandestini, forse spacciatori, forse regolari. Penseranno: ma guarda che idioti, manifestano a favore della loro sostituzione etnica.

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