Macerata, sindaco dà la colpa all’odio: dillo a Pamela

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“La gente a Macerata è ancora in uno stato di assoluto sbigottimento. La paura è stata tanta, la nostra è sempre stata una comunità tranquilla”.

Sono del sindaco di Macerata Romano Carancini le parole che arrivano a poche ore dai fatti che hanno sconvolto la città, dove sei persone di colore sono rimaste ferite dopo che un 28enne ha aperto il fuoco su di loro sparando da un’Audi con la sua Glock.

“Il ministro dell’Interno Marco Minniti, che ho sentito al telefono, verrà oggi pomeriggio a Macerata alle 17,30 per un comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Ho sentito telefonicamente anche il premier Gentiloni. Ci hanno dato segnali di vicinanza molto forte”, spiega Carancini, al telefono con LaPresse.

Il primo cittadino, che questa mattina aveva fermato i trasporti pubblici e invitato i cittadini a non muoversi da casa, mentre i Carabinieri fermavano il 28enne Luca Traini, parla di “fatti gravissimi che, senza pregiudizi, e senza volere chiamare in causa nessuno in particolare, ci impongono di tenere comunque altissima l’attenzione verso messaggi che possano incentivare un clima di ostilità e odio fra le persone”.

Non sono le ‘parole’ ad incentivare il cosiddetto odio. Forse è che quando ti sbranano e strappano il cuore di una ragazzina, qualcuno reagisce. Magari in modo ‘scomposto’, ma reagisce: perché ad ogni azione, corrisponde una reazione. Sono principi basilari della fisica ai quali la natura delle società umane, ovviamente, non sfugge. Il compito di un politico è prevenire che questo accada, il PD, invece, ha fatto di tutto perché accadesse.

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Avere scaricato in Italia quasi un milione di potenziali delinquenti nel giro di pochi anni non poteva che generare il caos e lo scontro razziale. E il peggio deve ancora venire: senza una pulizia di fondo.




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