Vescovo non vuole profughi viziati: “Si lamentano di tutto”

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Spunta un altro piano per garantire ai 719 sedicenti ospitati al campo di Cona una sistemazione migliore. Come scrive Serenella Bettin su La Nuova Venezia a pagina 33, la coop e la prefettura stanno pensando a ristrutturare e adibire all’accoglienza la “Casa Madonna del divino amore”, una grande struttura degli anni ’50 di proprietà della diocesi clodiense, che si trova a Sant’Anna, in via Pegorina 180. Roba incredibile. Per gli italiani non fanno un caxxo, per i profughi africani in fuga dalla guerra in Siria ristrutturano palazzi.

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L’idea non piace neanche al vescovo di Chioggia Adriano Tessarollo: «se questa struttura serve per infilare dentro gente che poi si lamenta perché è troppo freddo, troppo caldo o perché non c’è luce, acque o gas, e per poi sentirci dire che siamo sfruttatori dei migranti, anche no. È una casa talmente grande che ne infileranno dentro un sacco e poi cominceranno a lamentarsi. O siamo in grado di offrire con dignità qualcosa, o non se ne parla». Per il restauro e la messa in sicurezza dell’immobile servono circa 4 milioni di euro . «Non abbiamo nessuna intenzione di usarlo, anzi o lo venderemo», conclude il vescovo.

Magari non alla coop.




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