Palazzina incendiata gestita da coop segretario PD

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Interessanti particolari sulla palazzina incendiata dai cittadini ad Ascoli, prima che arrivassero cosiddetti ‘profughi’. La cooperativa che se ne occupa è la Versoprobo s.c.s., un vero e proprio colosso del business dell’accoglienza che svolge attività per conto di numerose prefetture in Piemonte e in Lombardia e, come è riportato dal sito web della stessa, punta a hotel, ville e grosse strutture perché «Gli ampi spazi tipici di una struttura di grandi dimensioni permettono di svolgere non solamente le attività didattiche, formative o lavorative ma anche di realizzare attività ludiche o ricreative». Nella villa è presente una sala giochi, una sala biliardo e l’indispensabile wi-fi per scaricare filmimini porno.

Il direttore della cooperativa è Islao Patriarca, già coordinatore dei giovani del Pd di Vercelli.

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La coop Versoprobo si occupa nella sola Novara, dove ha origine, di 80 profughi (dati prefettura). Il che significa 2.800 euro al giorno di incasso: quasi 1 milione di euro in un anno, per ospitare giovani finti profughi. Ma il business è molto più ampio e prevede centri gestiti in diverse zone tra cui, come abbiamo visto, la palazzina acquistata vicino ad Ascoli.

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Non sorprende che qualcuno abbia perso la ragione: arriva una coop gestita da un piddino e con i soldi incassati dal business dei finti profughi compra una palazzina per ampliare questo business.

In questo caso, l’incendio è il dito. La luna è che una cooperativa gestita da un esponente del partito che ha traghettato quasi 1 milione di finti profughi da quando ha preso il potere senza libere elezioni, abbia fatto così tanti soldi da potere acquistare palazzine in tutta Italia dove piazzare i ‘profughi’ che il partito del suo capo gli rifornisce.

Questo è un business spaventoso. E criminale.




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