Google cancella il Natale cristiano, nessun doodle dedicato

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Google dedica dei doodle (i classici disegni sull’home page del più noto motore di ricerca) a tutto: alla nascita di scienziati, letterati o artisti famosi, alla creazione di prodotti tecnologici di massa, di giochi, scoperte, invenzioni, del codice a barre, dei mattoncini del Lego, al giorno del pi greco, alla giornata mondiale dell’acqua ed a quella della terra, alla caduta del muro di Berlino ed alla festa del papà, ad Halloween ed a San Valentino, al primo giorno di primavera ed a quello d’inverno, a Star Trek ed ai Muppets.

Ma il giorno della Nascita di Cristo, chissà perché, si “dimentica” di specificarne il nome, anzi anche di parlar di Natale – così evitando l’imbarazzo di dover dire di ‘chi’ – preferendo un più asettico, insignificante (poiché privo di qualsiasi carica simbolica) augurio di “Buone feste”, non si sa nemmeno quali… In perfetto e pedissequo ossequio al laicismo imperante.

E questo da sempre. Mai una volta, dall’inizio del proprio servizio di ricerca online, ormai divenuto quasi monopolistico, che abbiano dedicato un ‘doodle’ al Natale: sarebbe troppo ‘identitario’ per una multinazionale nota per ricercare la fine di ogni identità.

Anche quest’anno, un anonimo richiamo alle feste. Con scambio di doni in famiglia e animali al posto degli umani. Come se il Natale non fosse una festa cristiana. Come se Google non fosse nata in una nazione cristiana.

Il motivo è semplice: le multinazionali non hanno patria. Non hanno identità. Non hanno valori. Devono essere amorfe: non possono ‘turbare’ il consumatore A con la religione del consumatore B.

Ecco perché l’obiettivo è la Globalizzazione. Un mondo senza differenze e contrasti: perché società globali possono prosperare senza limiti solo se non esistono differenze di gusti, di valori e di credo.

Vogliono l’ibrido. Il consumatore ideale: che non pensa e che consuma in modo identico ovunque.




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