Ius soli addio, il Senato affossa definitivamente la legge

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Lo ius soli verrà discusso dall’aula del Senato dopo l’approvazione della legge di bilancio. A deciderlo è stata ieri la conferenza dei capigruppo che in questo modo ha finalmente messo la parola fine alla minaccia di vedere approvato il testo. Che del resto non ha i numeri, non solo, nel Paese, dove oltre il 70 per cento dei cittadini è contrario, ma nemmeno in un’aula e compresi i senatori peripatetici.

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«La maggioranza (quale?? ndr..) ha gettato la spugna su un provvedimento per il quale erano stati presi impegni molto seri», ha attaccato la presidenta dei senatori Mdp-Leu Cecilia Guerra dopo che la conferenza aveva respinto la richiesta avanzata da Sinistra italiana di discutere la legge subito, prima dell’arrivo a palazzo Madama della manovra.

Mentre il Senato affossava la legge che avrebbe reso ‘italiani’ dalla sera alla mattina più di 800 mila immigrati, una creazione di elettori ex nihilo senza precedenti, in quello che sarebbe stato un perverso rovesciamento della democrazia, all’esterno di Montecitorio si svolgeva una delirante manifestazione per sollecitare ancora una volta l’approvazione della legge che gli italiani non vogliono. Tra i manifestanti anche padre Alex Zanotelli, venuto apposta da Napoli per sostenere lo scempio della cittadinanza: «E’ grave che il parlamento non abbia il coraggio mantenere la promessa fatta a questi ragazzi», aveva detto. «Vivo nel rione Sanità e vedo come la rabbia sta crescendo per il modo in cui viene impedito a tanti giovani di integrarsi come meriterebbero».

Ma infatti, è noto che nel rione Sanità, a Napoli, i napoletani siano rabbiosi non per la disoccupazione, ma perché non si dà la cittadinanza agli immigrati. Torna in Africa, Zanotelli.

Il calendario dei lavori prevede che prima dello ius soli l’aula esamini i ddl sulla protezione dei testimoni di giustizia, gli orfani dei crimini domestici, la legge di bilancio che arriverà domani dalla Camera. Solo dopo toccherà alla riforma della cittadinanza, quando ormai i tempi saranno scaduti visto che l’accordo è quello noto di sciogliere le camere subito dopo Natale per votare il 4 Marzo. Quando, finalmente, gli italiani, quelli veri, potranno dire la loro. E per il PD sarà peggio di avere approvato lo ius soli: perché la minaccia di un futuro governo che possa approvarlo, peserà più della rabbia di una approvazione.