Reggio, Pakistano con 11 figli protesta contro distacco del gas

Dopo il sit-in di lunedì sera della famiglia pakistana residente in una palazzina di via Toti 32, che ha protestato contro la decisione dell’amministrazione comunale di sospendere la fornitura di gas metano della casa per motivi di sicurezza, il sindaco Fabrizio Allegretti ha atteso per tutta la mattinata di ieri che il proprietario Mohammad Yaseen, 54 anni, padre di 11 figli, si presentasse in municipio per discutere di una possibile soluzione. Ma il primo cittadino ieri non ha visto nessuno.

«Noi eravamo pronti anche lunedì sera a trovare un rimedio – ha spiegato il sindaco Allegretti -. Almeno le donne e i bambini, per non farli stare al freddo dato che nella loro casa l’impianto era spento per l’ordinanza che ho dovuto inviare ad Iren per questioni di sicurezza, li avremmo potuti ospitare in una struttura alberghiera. Tutto è nato dal fatto che, alcune settimane fa ci ha chiamato un idraulico che doveva certificare la caldaia nella casa della famiglia pakistana. Lui però si è spaventato nel vedere le condizioni della caldaia e la quantità di bombole di gpl sparse per la casa».

Il proprietario Mohammad Yaseen, infatti, aveva incaricato un precedente idraulico che ha montato nell’abitazione di via Toti 32, per risparmiare qualche centinaio di euro, una caldaia usata, in buono stato per la quale però non era qualificato a rilasciare la necessaria certificazione come prevede la normativa vigente. Così Yaseen, ha dovuto chiamare un altro idraulico che però non si è preso la responsabilità di certificare una caldaia di cui non conosceva né la storia, né la provenienza. Da qui il sopralluogo della polizia municipale che ha stilato un verbale con una serie di prescrizioni culminato in un’ordinanza emessa dal sindaco Allegretti il 4 ottobre scorso. «La famiglia pakistana, praticamente, non solo ha ignorato le prescrizioni ma anzi, alcuni giorni fa, ci ha inviato una richiesta di ricongiungimento di una persona quando nella palazzina vivono già dalle 14 alle 17 persone. Altro sopralluogo per la verifica di un nuovo ingresso da parte della polizia municipale che però ha anche riscontrato che i lavori per la messa a norma dell’impianto di riscaldamento, andavano a rilento. A quel punto non ho potuto fare altro che emettere una nuova ordinanza con la quale ho chiesto ad Iren che provvedesse a sospendere la fornitura di gas metano per questioni di sicurezza. Io mi sono sempre reso disponibile al dialogo e a cercare di risolvere i problemi. Solo che in ufficio e nei giorni scorsi, non si è mai presentato nessuno».

Undici figli e una ‘famiglia’ di 17 persone, con richiesta di un altro ricongiungimento. Case assiepate di immigrati e degrado. Undici figli: e c’è ancora chi non ha capito che questa è una sostituzione etnica.



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