Donano edificio alla Chiesa perché diventi Asilo d’Infanzia, Vescovo lo trasforma in centro profughi



Condividi!

Vergogna per la Chiesa genovese in particolare e italiana in generale. Le testimonianze che arrivano da Multedo, quartiere di Genova in lotta contro il business dell’accoglienza ‘profughi’ gestito dalla Curia, rivelano come il business, non la fede, guidi i movimenti dei bergogliani.

I residenti di Multedo rivelano, con una lunga lettera inviata alle autorità, che l’edificio che il vescovo Bagnasco ha trasformato da asilo d’infanzia in centro accoglienza richiedenti asilo, era stato donato alla Chiesa a condizione, specificata nell’atto di donazione, che venisse, appunto, adibito ad asilo per bambini. Non ci risulta i maschi africani siano bambini.

Ecco uno stralcio della missiva:

Ci permettiamo di presentare alle Signorie Loro la sotto riportata nota storica sulla figura di Adele Govone, che donò nel 1949 alla Congregazione Figlie di N.S. della Neve, un edificio ove trasferire l’asilo infantile operante in Multedo dal 1862. La nota è stata stesa da un piccolo gruppo di Multedesi a fronte di quanto si è verificato nelle convulse giornate da tutti vissute. Ci auguriamo che questo contributo storico possa costruire un ‘ponte’ che operi conciliazione tra la continuazione della presenza educativo-scolastica nel quartiere e nel contempo favorisca quello spazio logistico e di cuore verso l’accoglienza di chi, povero in tutto, è portatore di tanta sofferenza.

Noi sottoscritti, un po’ curiosi per natura, ci siamo posti la domanda: Chi è stata la Contessa Govone? Nei giorni delle proteste e della confusione che hanno coinvolto cittadini del quartiere e non solo, sino a generare una lacerazione del tessuto sociale a Multedo, ci siamo chiesti cosa avrebbe pensato la Contessa Adele Govone su quanto stava accadendo. La ricerca non poteva partire se non dall’Atto che Lei fece dinnanzi al Notaio il 17 giugno 1949 a Torino a favore della Pia Congregazione delle Figlie di N.S. della Neve.

VERIFICA LA NOTIZIA

Nell’atto leggiamo: che la Contessa lasciava ‘…Un appezzamento di terreno con una palazzina … stabili…’, che ‘La donazione venne fatta allo scopo e sotto precisa condizione che gli stabili siano destinati esclusivamente alla istituzione e al funzionamento di un Asilo Infantile che sarà denominato ‘Asilo Infantile Contessa Adele Govone’, che ‘Qualora a giudizio insindacabile della Congregazione si constatasse opportuno spostare l’Asilo in altro immobile, sempre in Multedo, gli stabili in oggetto della donazione potranno avere altra destinazione ed anche essere liberamente alienati dalla Congregazione donataria. Ben inteso, ove si verificasse tale eventualità, l’Asilo Infantile dovrà comunque essere conservato e se ne dovrà garantire il suo funzionamento, e pur spostato in altro immobile, avrà sempre la stessa denominazione sopra indicata’.

Ci sembra evidente che la Curia di Genova, il Prefetto e tutti quelli che hanno imposto la presenza dei profughi nell’asilo d’infanzia trasformato in caserma di fancazzisti, stiano violando la legge. O comunque, ancora più importante, le promesse fatte. Per soldi.

Non donate soldi alla Chiesa di oggi. Non lasciate in eredità immobili alla Chiesa: bene che vada finiranno come attico per qualche cardinale, male che vada serviranno a favorire l’invasione di nuovi membri africani.

Lascia un commento