Natale, Gesù scompare dalla recita a scuola

Scandalizzato Alberto Bianchi, nonno di una bambina che frequenta la scuola primaria Vacchi di via Montelungo a Como, rimasto colpito nel non aver trovato, all’interno della recita natalizia del 2016, riferimenti alle radici cristiane. Del resto a Natale è nato quell’uomo vestito di rosso con la barba bianca, che è stata una fantastica opera di marketing per sostituire una festa religiose, e quindi identitaria, con una globale.

«Ho scritto alla scuola – spiega – perché di questo passo dove andremo a finire? Spiace, per uno della mia età, cresciuto con certi principi, vedere messe in soffitta le nostre tradizioni per paura di offendere o emarginare chi non la pensa come noi. Facendo così, miniamo le fondamenta della nostra civiltà. Mi piacerebbe poter aprire una discussione per capire quanti di quelli come me sono d’accordo, quanti dissentono e quanti distinguono o non prendono posizione, così da avere uno spaccato di come la pensa la nostra gente».
La speranza di Bianchi è vedere, nelle prossime recite riferimenti espliciti all’origine religiosa del Natale e, al contempo, l’apertura di una riflessione da parte della scuola «che stimoli uno scatto di orgogliosa appartenenza alla nostra storia, alla nostra civiltà, alla nostra patria, in modo tale che il futuro ci possa riservare risposte adeguate in nome dei diritti, del rispetto e della dignità».

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Sulla questione risponde la scuola: «Premetto – spiega la responsabile organizzativa e didattica di plesso Carla Elia – io sono credente. Nel periodo delle feste, di solito addobbiamo la scuola con i simboli tipici del Natale. In più gli alunni, con l’insegnante di religione, realizzano un bigliettino religioso ad hoc. Fino a due anni fa l’ex custode preparava un presepe bellissimo. Ora non si fa più perché lui è in pensione, ma nessun problema se si decidesse di rifarlo. Infine, in tutte le classi c’è il crocifisso e nessuno ha mai chiesto di toglierlo». Sulla recita, confermano la mancanza di riferimenti religiosi al Natale, ma è una scelta, spiega Elia, non dovuta a censura o altro.

Insomma: il Presepe non lo fanno più, perché non c’è il custode. Gesù scompare dalla recita, ma solo per caso. Aho, Carla Elia, che ci prendi per scemi?



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