Violenze per lo stipendio da profugo in ritardo: «Io voglio essere pagato»



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Violenza ieri mattina in un centro di accoglienza per cosiddetti richiedenti asilo a La Spezia.

I fancazzisti hanno sollecitato l’assegnazione della carta di identità, la tessera sanitaria plastificata e l’erogazione dello stipendio da profughi: il pocket-money, la paghetta per gli stravizi che gli africani in fuga dalla guerra in Siria ricevono, oltre, ovviamente, a vitto e alloggio. Lo stipendio per gli stravizi viene liquidato mensilmente sulla base delle presenze effettive nella struttura gestita dalla società Le case di Camilla.

La metà degli ospiti lamentava a Emanuela Grammatica, gestore della struttura, ritardi nel pagamento della paghetta di settembre e sollecitava la liquidazione di quella di ottobre.

«Io voglio essere pagato», la rivendicazione dei richiedenti asilo.

In uno dei quattro appartamenti del complesso di via Spallanzani adibito a centro di accoglienza è scoppiato il parapiglia: urla, botte, sangue.

I condomini, che da tempo lamentano la convivenza con gli extracomunitari, si sono impauriti. Hanno chiamato 112, 113, 118. In una manciata di minuti sono piombate gazzelle, pantere, ambulanza. Il solo suono delle sirene è bastato ad indurre i tumultuosi a calmarsi.

Il gestore del centro ha spiegato: «A differenza di altri centri, per noi ci sono maggiori difficoltà a portare a termine in tempi brevi le procedere per carta di identità e tessera sanitaria plastificata. Lo abbiamo spiegato agli utenti, a cui comunque è stata rilasciata la tessera sanitaria cartacea; il problema è che quella non è riconosciuta dalla macchinette per la vendita delle sigarette per procedere all’acquisto… il problema, poi, alla fine è tutto lì… Tanto rumore per nulla».

Quel «nulla» è invece tanta fonte di ansia per i residenti del palazzo che, già in passato, avevano lanciato Sos alla prefettura e alla procura della Repubblica per le condizioni in cui, dall’oggi al domani, si sono trovati a vivere, in pratica da un anno a questa parte, non appena è stata formalizzata la convenzione fra privato e prefettura, che, fra l’altro, prevere la corresponsione di 35 euro giornalieri per il mantenimento dei richiedenti asilo.

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«Non siamo razzisti ma le istituzioni dovrebbero avere la premura di tutelare in primo luogo gli italiani. Gia in passato si sono verificate situazioni incresciose nei rapporti con gli ospiti. C’è chi ne ha fatto le spese anche sul fronte dei dipendenti del centro; una ragazza tempo fa è stata vittima di un’aggressione mentre era al servizio mensa. Ha tutta la nostra solidarietà…».



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