Caritas apre centri profughi anche al Polo Nord



I centri Caritas, come le moschee, sono le caserme delle truppe di occupazione afroislamiche. Tutta Europa è infestata: è come quando i terroristi usano le insegne della Croce Rossa per nascondersi e infiltrarsi.

Il titolo è sarcastico, ma non troppo. Ormai si stanno pericolosamente avvicinando anche alla casa di Babbo Natale. Ha aperto infatti i battenti anche a Trondheim, in Norvegia, un centro Caritas destinato a “contribuire alla riuscita dell’integrazione degli immigrati nella società norvegese e nella vita lavorativa”.

Un progetto di colonizzazione ad ampio respiro. Dopo Oslo, Bergen, Stavanger e Drammen, anche a Trondheim gli immigrati potranno seguire corsi e usufruire di servizi “destinati agli immigrati per la ricerca di occupazione: come scrivere una domanda di lavoro e un curriculum, con affrontare un colloquio di lavoro”, spiega la responsabile Åshild Kofoed. Insomma: come facilitare la penetrazione degli immigrati nelle società europee.

Il primo corso di “lingua” comincerà domani, grazie a un gruppo di giovani volontari “pieni di entusiasmo e risorse” che è stato “incredibilmente facile” trovare. E tutti noi sappiamo il perché.

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“Ci auguriamo di ottenere buoni risultati per poter accedere a contributi pubblici, per poter impiegare un piccolo staff e allargare le attività”, spiega ancora Kofoed. A Oslo e Bergen i Centri Caritas offrono anche servizi specificamente rivolti alle circa 1200 ragazze alla pari, per la maggior parte filippine, che si concentrano in queste due città della Norvegia. È dal 2008 che la Caritas norvegese è attiva sul fronte dell’accompagnamento ai lavoratori immigrati. Nel 2011 ha allargato il servizio a tutte le tipologie di immigrati, creando questi “centri di risorse” che solo nel 2016 hanno accolto, ascoltato e accompagnato circa 14mila invasori.

Un giorno, queste a$$ociazioni saranno trattate, come le altre Ong, per quello che sono: traditori.



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