AL VOTO! I SEGGI CHIUDONO:

PROFUGHI UCCIDONO CAMIONISTA, FERMATO A POSTO DI BLOCCO

Vox
Condividi!

La mattina del 20 giugno 2017, verso le 3:45, un furgone polacco che viaggiava sull’autostrada francese A16 ha tamponato un camion fermo e ha preso fuoco. Da tempo le associazioni degli autotrasportatori lanciano l’allarme sul ritorno dei blocchi sulle strade per il porto.

Lo sgombero della cosiddetta jungla di Calais avvenuto nel 2016 non ha risolto il problema degli assalti dei migranti ai veicoli industriali diretti all’imbarco verso la Gran Bretagna. Le barricate poste sulle strade per fermare i veicoli si sono semplicemente spostate di qualche chilometro, come da tempo avvertono le associazioni degli autotrasportatori francesi e britanniche, causando un pericolo per chi viaggia. E questa volta ci è scappato il morto.

Vox

La Prefettura di Pas-de-Calais ha annunciato oggi che durante la notte, poco prima delle quattro, un furgone polacco che percorreva l’autostrada A16 ha tamponato l’ultimo camion di una fila che si era creata per una barricata di tronchi d’albero. L’incidente è avvenuto all’altezza del Comune di Guemps, a quindici chilometri da Calais e dopo l’urto il veicolo si è incendiato, uccidendo il suo autista. La Polizia ha arrestato nove persone di nazionalità eritrea trovate nel semirimorchio di uno degli articolati fermi davanti alla barricata.

VERIFICA LA NOTIZIA

Questa mattina, le associazioni dell’autotrasporto francesi FNTR e TLF hanno diramato una nota con cui chiedono al Governo provvedimenti “idonei e immediati” per contrastare questo fenomeno. Le associazioni sottolineano che è la prima volta che un autista muore per le barricate, ma questo incidente era facilmente prevedibile: “Nonostante lo smantellamento del campo profughi avvenuto alla fine del 2016 – si legge nella nota – il periodo estivo resta propizio all’afflusso di migranti in Europa, in modo particolare verso Calais. Queste persone disperate ricorrono a tutti i mezzi, anche quelli illegali, per cercare di raggiungere la Gran Bretagna”.

Questi non sono profughi, sono invasori. Sono quelli che le Ong traghettano dalla Libia. E gli invasori non si accolgono, si abbattono, prima che abbattano te.