Enel gli taglia corrente: Italiano muore per difendersi da freddo

Condividi!

Corrado De Pellegrin. Italiano. Cittadino di San Foca, frazione di San Quirino, paesino in provincia di Pordenone. Morto insieme al suo cane a causa del monossido della stufa che usava per scaldarsi dopo che l’Enel gli aveva staccato la luce. Perché Corrado non era un profugo, quindi non poteva andare a protestare dal Prefetto di Pordenone, che è impegnato un giorno si e l’altro pure nella spasmodica ricerca di case (riscaldate) per fancazzisti.

L’Italiano stava lottando, bollette alla mano, per farsi ripristinare la corrente elettrica di casa. Insieme a lui ha perso la vita il suo povero pitbull. I carabinieri sono intervenuti dopo la chiamata di un amico dell’uomo: troppe le chiamate a cui non aveva risposto.

De Pellegrin è stato trovato riverso a terra, senza vita, ancora vestito nella camera da letto. La morte come si legge su Il Gazzettino è sopraggiunta dopo la mezzanotte per il monossido di carbonio rilasciato da una stufa a ghisa che De Pellegrin aveva ripristinato per combattere il freddo.

Se n’è andato così, un Italiano con il suo cane. Nel sonno.

Ma intanto, nello stesso piccolo comune:

Il prefetto vuole che 18 profughi vengano ospitati in una struttura privata nel Comune di San Quirino. Nonostante la contrarietà del Sindaco. Magari, il prefetto, poteva fare una telefonata a Enel. Ma si sa, Corrado era solo un Italiano con un cane.




Lascia un commento