Capodanno, Ragazze italiane raccontano: “Noi molestate dai profughi, terribile”

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“Mi hanno messo le mani sotto le gambe, strappandomi i collant”. È il racconto delle aggressioni sessuali subìto da sei ragazze italiane – tutte tra i 19 e i 25 anni – a Innsbruck, in Austria, nella ormai famigerata notte di Capodanno.

Un Colonia bis. Con un gruppo di profughi tra i 20 e i 40 anni, ora ricercati dalla polizia dopo che sono arrivate le denunce. Ma come abbiamo scritto ieri, nonostante le retate negli hotel per profughi, sono introvabili.

“Erano in cinque o sei”, dice una delle ragazze, “Ci hanno circondato. Ballavano e ridevano e sulle prime non ci siamo preoccupate. Eravamo tutti in piazza per divertirci e festeggiare in mezzo a migliaia di persone”.
“Si sono avvicinati stringendoci, toccandoci, richieste esplicite di sesso. A me hanno messo le mani sotto le gambe, strappandomi i collant. Mi sono divincolata, li ho spintonati allontanandomi. La stessa cosa ha fatto la mia amica. Poi siamo tornate in albergo”. “Parlavano inglese e un pessimo tedesco”, aggiunge un’altra.

Sono le scene che si sono viste ovunque, questo Capodanno. Spesso senza denunce, perché tanto servono a nulla. Scene al tempo dell’invasione islamica.

“Non abbiamo mai visto niente del genere”, ha ammesso il portavoce della polizia Ernst Kranebitter, Non riesco a ricordare un attacco di questo genere, di questa scala e con questo modus operandi”. E’ il famigerato ‘taharrush gamea’ (FOTO), una pratica islamica che significa ‘molestia collettiva’.




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