Sindaco riceve proiettili: “Caccia i profughi o i prossimi li riceverai in testa”

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Al sindaco di Vittorio Veneto Roberto Tonon è stata recapitata una busta contenente due proiettili. È accaduto ieri mattina. Due proiettili veri calibro 765, con un messaggio: se entro una data ravvicinata non allontana i profughi dal territorio comunale, la prossima volta non li riceverà per posta.

La scrittura era precisa nell’indicare le conseguenze per la persona del sindaco se la città non sarà liberata dai fancazzisti. I proiettili davano l’impressione, a chi li ha visti prima che venissero di fatto sequestrati dalle forze dell’ordine, di essere di recente fabbricazione; non, insomma, un residuo di guerra, recuperato chissà dove.

E i cosiddetti profughi a Vittorio Veneto sono più di duecento. I primi sono approdati, al famigerato Ceis di don Gigetto De Bortoli, ancora prima delle elezioni amministrative del 2015. Oggi all’ex convento dei Carmelitani, a Serravalle, sono 120, con l’aggiunta di un’altra trentina in tenda.

Arrivano a 200 con quelli ospiti all’albergo Winkler in Val Lapisina. Altri ancora sono accolti dalla Carita$, che in diocesi di Vittorio Veneto mette a disposizione circa un centinaio di posti (tra finti profughi e veri clandestini).

La popolazione è stufa. Da segnalare, comunque, che i sindaci, tranne quando aderiscono al famigerato SPRAR, non hanno responsabilità. Che è, invece, di Governo e Prefetti.




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