Mediaset: scalata ostile dei pirati Vivendi

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Vivendi ha lanciato una “scalata ostile” su Mediaset, ma la Fininvest non arretrerà. Lo assicura la holding della famiglia Berlusconi dopo l’acquisizione del 3,01% di Mediaset da parte del gruppo francese con l’obiettivo di diventare il secondo azionista. “Vivendi – sottolinea la Fininvest – deve sapere che Fininvest non intende arretrare neppure di un passo dalla sua posizione di azionista di riferimento di Mediaset”.

Fininvest, si legge nella nota, “si tutelerà in tutte le sedi e con tutti i mezzi per bloccare quello che ritiene non una normale operazione di mercato ma un gravissimo inganno che delle leggi del mercato fa scempio”.

“Vincent Bollorè e Vivendi – accusa la holding guidata da Marina Berlusconi – hanno mostrato quelli che erano fin dall’inizio i loro veri progetti su Mediaset. L’accordo strategico raggiunto in primavera e seguito pochi mesi dopo dall’incredibile voltafaccia, con la violazione di un contratto preceduto da lunghe e dettagliate trattative e assolutamente vincolante, facevano parte di un disegno ben preciso che Vivendi svela con la mossa odierna: creare le condizioni per far scendere artificiosamente il valore del titolo Mediaset e lanciare a prezzi di sconto quella che si presenta come una vera e propria scalata ostile. Senza avere neppure la decenza – conclude Fininvest – di risparmiarsi l’ipocrita giustificazione di voler portare avanti quel progetto industriale che con motivazioni assurde solo pochi mesi fa Vivendi aveva calpestato”.

Vivendi poche ore prima aveva annunciato a sorpresa di aver comprato direttamente sul mercato azioni Mediaset superando la soglia rilevante del 3%. Ha ora il 3,01% del capitale del gruppo televisivo e si dice pronto ad altri acquisti “in base alle condizioni del mercato” per portarsi “in un primo tempo” tra il 10 e il 20% del Biscione. Vivendi afferma di essere entrato in Mediaset dopo che la prevista acquisizione di Mediaset Premium “ha malauguratamente fatto sorgere un contenzioso tra Vivendi e Mediaset” e dopo che “Mediaset e il suo azionista Fininvest non hanno accettato le proposte di Vivendi finalizzate a trovare una soluzione amichevole per risolvere la controversia”.

Vivendi aveva siglato un accordo con Mediaset in aprile in vista di una partnership strategica e industriale, che prevedeva diverse iniziative e l’acquisto del 3,5% del gruppo italiano, oltre al 100% di Mediaset Premium, in cambio del 3,5% del capitale sociale di Vivendi. L’alleanza si è poi arenata a fine luglio quando Vivendi ha rovesciato le carte e anche il tavolo, affermando di non voler più procedere sul contratto di acquisto dell’intera Premium, ma di volersi fermare al 20%, puntando invece ad avere in tre anni il 15% di Mediaset con un convertibile.

Nel contesto di questa guerra contro i pirati francesi si può leggere anche il rientro di capitali attuato da Berlusconi con la ‘vendita’ del Milan. Un modo per rinforzare la potenza finanziaria di Fininvest in vista di una guerra senza esclusioni di colpi.

Fininvest controlla comunque Mediaset in modo piuttosto tranquillo e più che ‘scalata ostile’, quella di Vivendi sembra un ‘investimento ostile’:

41,291% – Finanziaria d’Investimento S.p.A.
4,920% – Mackenzie Financial Corporation
3,795% – Mediaset S.p.A. (azioni proprie)
3,552% – Fidelity Investments




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