RENZI LASCIA ROVINE: BORSA E BANCHE IN BILICO, MPS NAZIONALIZZATA?

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Renzi lascia rovine. Il suo governo lascia una situazione pericolosamente pericolante nel sistema bancario e finanziario: ha bluffato con il futuro degli italiani. Lui ha perso, ma i danni li pagheremo tutti.

E all’apertura della borsa si attende un bagno di sangue per le banche. Un caso a parte riguarda MPS, che ha incassato un miliardo abbondante dalla conversione di 10 bond subordinati e va verso il maxi-aumento di capitale che potrebbe vedere l’impegno degli emiri del Qatar: questo con il placet di Renzi e del PD.

Questi ultimi, dopo alcuni colloqui con il governo, dovevano uscire allo scoperto questa mattina.

Palazzo Chigi aveva in corso da tempo colloqui con i tecnici europei per capire fino a dove potrà spingersi se l’aumento di Mps fallisse, provocando un effetto a catena sull’intero settore del credito. A questo punto non è più esclusa una nazionalizzazione: il Tesoro è attualmente il primo azionista del Monte con il 4%, quota erditata dai Monti Bond.

Quanto all’aumento il fondo sovrano di Doha potrebbe impegnarsi fino a un miliardo, diventando l’anchor investor cercato dall’ad Marco Morelli. Si guarda poi ai fondi americani Blackrock e Paulson. Alessandro Falciai, da poco salito alla presidenza di Mps, potrebbe poi mettere sul piatto fino a 400 milioni per potarsi vicino al 5%.
Una quota dell’8% sarà invece in mano a Generali, come effetto della conversione dei subordinati Mps che aveva sottoscritto. Stando a quanto trapela, Generali avrebbe tuttavia già avviato contatti con alcuni fondi e Morgan Stanley per poter poi rimettere sul mercato le azioni ottenute con la conversione. Domani i vertici di Mps vedranno le banche del consorzio, poi martedì a Siena il board decisivo per far partire la ricapitalizzazione il 7-8 dicembre.




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