GOVERNO SCATENATO: ALTRI 2 HOTEL REQUISITI PER PROFUGHI

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«Nessuna amministrazione locale ha fornito posti, essendosi anche organizzate in alcune occasioni forme di protesta e contrasto all’assegnazione di profughi sul proprio territorio», per questo, il governo se li prende lo stesso, usando una legge del 1800.

La firma in calce al decreto di requisizione è sempre di lui, il prefetto Salvatore Mulas, ormai avvezzo a requisire strutture per alloggiarvi fancazzisti africani. La data del provvedimento è quella del 10 luglio.

Quindi il caso dell’hotel Cristallo di Castel d’Azzano non è stato il primo nel Veronese: la prefettura scaligera, aveva già adottato la misura «eccezionale, contingibile, urgente e temporanea» della requisizione. Che ormai straordinaria non è.

Due strutture «espropriate» che hanno fatto parlare molto di sé nella scorsa estate: Costagrande e l’hotel Genziana a Prada di San Zeno di Montagna. Perché, purtroppo, il contesto rimane immutato. Gli sbarchi continuano, i profughi arrivano (in queste ore è stata superata quota 2.500 presenze in provincia) e la prefettura ha l’obbligo di dover provvedere all’accoglienza, perché non sono gli italiani e quindi non possono dormire in auto: hotel. Come ricordato nei decreti prefettizi: «La ricerca necessitata di una soluzione alloggiativa è prioritaria per scongiurare altresì problematiche di ordine pubblico, ma anche di sicurezza sociale e collettiva, qualora i profughi non venissero tempestivamente accolti e assistiti». Come dire: gli ospiti si potrebbero incazzare.

Di fronte ai continui «no» dei sindaci (solo il Comune di Verona guidato dal nuovo Tosi amichetto di Angelina Alfano tra i 98 veronesi ha attivato una struttura Sprar per l’accoglienza) il governo non ci pensa due volte: esproprio.

Sentite cosa scrive il giornale locale:

L’unica opzione rimasta per provare a evitare la requisizione (con il relativo indennizzo) è quella del ricorso al Tar. Ma la storia della giustizia amministrativa non gioca a suo favore: il rischio di perdere la causa è elevatissimo. E in tale ipotesi, risulterebbe assai difficile ricostruire il rapporto con la prefettura. Perché nei due casi precedenti, quelli di Costagrande e dell’hotel Genziana di Prada, i proprietari «espropriati» hanno comunque continuato a gestire le strutture con la collaborazione della cooperativa Spazio Aperto. In altre parole, i dipendenti delle società sono stati impiegati a vario titolo per garantire i servizi (pulizia, allestimento camere, cucine) nei due mini-hub. Nella struttura di Costagrande, acquistata dall’imprenditore Pietro Delaini, titolare della Costagrande Srl in passato sono stati alloggiati fino a 500 richiedenti asilo. A Prada, dove l’albergo Genziana è stato acquistato Gestour Sas di Luisa Padovan (imprenditrice vicina a Delaini), sono tuttora ospitati poco meno di un centinaio di richiedenti asilo.

Come la Mafia le Coop impongono chi assumere…E’ il tempo della rivolta.




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