Dice a profugo-calciatore «Tornatene col gommone», preso a pugni tifoso

Condividi!

CHIETI – Una frase, solo una frase, ed è scattato il pestaggio. E’ bastata un’offesa urlata in un momento di foga per dare vita ad una vera e propria aggressione: pugni e spintoni al tifoso che l’aveva pronunciata.

Si carica di nuovi particolari l’episodio di cosiddetto razzismo che domenica ha caratterizzato la partita del campionato di Prima categoria al campo Tommaso Verì di San Vito tra la squadra locale ‘rinforzata’ da un gruppo di giovani fancazzisti africani e il Guastameroli Calcio.

«Non c’è stato alcun coro razzista, ma una frase infelice di un tifoso all’indirizzo di un giocatore di colore», precisa un comunicato diffuso dal club neroarancio, nel quale si ricorda che «dopo pochi minuti un tesserato del San Vito (il giocatore-presidente Andrea Catenaro, ndc), dopo aver abbandonato il terreno di gioco è salito sulla tribuna affrontandolo e minacciandolo di querela per quanto detto. Questo atteggiamento ha innescato ulteriori rimostranze dei locali che hanno affrontato il tifoso ospite», continua la ricostruzione del Guastameroli, «che ad animi placati, mentre si stava allontanando dalla tribuna con la moglie, è stato oggetto di nuove aggressioni verbali e, a quanto risulta, fisiche».

Lo stesso autore della frase non nega di averla pronunciata, ma sottolinea come sia stata una di quelle offese gratuite che si urlano nei momenti concitati delle partite. L’uomo ha, inoltre, confermato che, mentre usciva dalla tribuna a partita ancora in corso, è stato spintonato e colpito da una serie di pugni che lo hanno costretto ad andare al pronto soccorso, da dove sarebbe stato dimesso con una prognosi di sette giorni. Sta valutando con il proprio legale se sporgere o meno denuncia.

Non vi sfuggiranno le analogie con Fermo: basta una parola, e questi ti aggrediscono.




Lascia un commento