PROFUGHI ‘MINORENNI’ DEVASTANO STRUTTURA CARITA$ E PICCHIANO OPERATORI

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Ieri, cinque presunti minorenni di nazionalità sudanese, ovviamente ‘profughi’, sono stati arrestati per estorsione, minacce, percosse e lesioni, falsa attestazione e rifiuto di fornire le proprie generalità.

E’ accaduto a Cagliari, quando un operatore $ocio umanitario ha telefonato alla Polizia chiedendo immediato intervento: cinque stranieri a bordo del pullman della Carita$ si rifiutavano di scendere dal mezzo, minacciando lui e il coordinatore.

Due equipaggi hanno raggiunto il pullman: dentro, asserragliati, i cinque stranieri che si rifiutavano di lasciare il mezzo. Invitati a scendere, si sono opposti minacciando disordini e una reazione violenta in caso di intervento degli agenti.

Affermando che avrebbero desistito dai loro intenti solo dopo aver ottenuto l’immediato provvedimento di espatrio. Ma la Carita$ non può permettersi di perdere clienti.

I due operatori hanno spiegato alla Polizia che erano stati costretti a scendere dal pullman perché temevano per la propria incolumità in quanto i cinque stranieri, nella giornata precedente, avevano devastato la struttura che li stava ospitando occupando gli uffici della Carita$, danneggiando infissi ed arredi e usando violenza nei loro confronti.

Non solo, gli stessi, sempre il giorno prima, avevano in un primo momento occupato l’ufficio di un medico della Carita$, poi, nel pomeriggio, erano ritornati e dopo aver minacciato comportamenti autolesionistici, sfasciato infissi e messo a soqquadro tutta la stanza, lo avevano costretto ad andarsene.

In mattinata, al fine di sottrarsi alle visite mediche, i cinque hanno inscenato una forma di protesta cercando di reintrodursi nell’albergo dove alloggiavano in precedenza. Un operatore della Caritas$ ha invitato i finti profughi a desistere, ma in risposta è stato minacciato e colpito al petto con un pugno. Convinti ad abbandonare l’albergo, hanno proseguito la protesta in strada per poi salire sul pullman della Carita$ ed inscenare la protesta asserragliandosi sul mezzo.




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