Vescovo aggredito da magistrati per critica a sentenza: «Sembrano una lobby, non li temo»

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«Sono tranquillo. Possono fare come vogliono e non credo neanche di difendermi. Certo, mi chiedo se questa autotutela dei magistrati, che si difendono a vicenda, non si possa leggere come una lobby». È sereno il vescovo di Chioggia, monsignor Adriano Tessarollo, dopo le dichiarazioni di Lorenzo Miazzi, referente per il Veneto dell’Anm, che non ha escluso la possibilità di querelare il presule, per le sue dichiarazioni sul caso del tabaccaio di Civè di Corezzola, Franco Birolo di 47 anni, che uccise un ladro.

Tessarollo precisa di aver parlato da cittadino e non da vescovo, senza accusare nessuno: «Ho solo cercato di porre delle domande e di valutare le conseguenze che avrà quella sentenza per la famiglia di quel tabaccaio», spiega il vescovo che aggiunge: «Ho parlato secondo buon senso da cittadino che paga le tasse. Non ho citato il Vangelo e nessuna scrittura sacra, ho solo cercato di usare il buon senso. Non ho accusato la magistratura né il giudice. Non ho neanche detto che il tabaccaio ha fatto bene a sparare. Ho semplicemente osservato che nel caso c’erano molti elementi da valutare e che, a mio parere, il giudice ne ha valutati solo alcuni. Trovo la sentenza sproporzionata».




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