Kyengelandia: rischio sanguinosa guerra civile

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La Repubblica democratica del Congo (Rdc) potrebbe piombare in una spirale di violenze peggiori e più diffuse di quelle che hanno sconvolto il Burundi, se il presidente Joseph Kabila – al potere ininterrottamente dal gennaio del 2001 – non lascerà il potere entro la fine dell’anno.

Lo ha detto l’inviato speciale americano per la regione dei Grandi Laghi, Thomas Perriello, nel corso di un’audizione tenuta ieri davanti alla commissione Esteri del Congresso degli Stati Uniti: “Siamo di fronte a una crisi politica che rischia di compromettere il cammino della Rdc verso le storiche elezioni previste per il prossimo novembre”, ha sostenuto l’alto funzionario Usa, il quale ritiene che, se la nazione sceglierà il cammino intrapreso dal Burundi, “il grado di sofferenza umana visto finora in quel paese sarebbe nulla, rispetto a quanto potrebbe succedere in Congo”.

Solo due i mandati previsti dalla Costituzione. La Costituzione del paese africano prevede un termine massimo di due mandati presidenziali ma Kabila, al potere dal 2001, non sembra intenzionato a rispettare tale disposizione. Gli Stati Uniti considerano la Rdc di importanza strategica in Africa, soprattutto per la sua enorme ricchezza di risorse minerarie. Washington teme anche che l’instabilità nel paese possa espandersi in tutta la Regione dei Grandi Laghi, come è già avvenuto tra il 1998 e il 2003, quando nove paesi africani presero parte a quella che fu definita la Prima guerra mondiale africana.

E la ‘democrazia’ africana, quella che Kyenge vuole esportare in Italia.




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