Contro l’integrazione: genocidio con altri mezzi

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Oggi parliamo di integrazione. E lo facciamo a modo nostro, senza abbellire il mostro. Partendo da un orribile fatto di cronaca:

QUESTO PROFUGO HA STUPRATO 3 RAGAZZINE ITALIANE  E’ salito a tre il numero delle vittime del richiedente asilo arrestato mercoledì dai carabinieri di Padova e, fino ad allora, ospite in un albergo di Montegalda. 

Questo e’ l’integrazione, la resa di un’intera società al nemico esterno che lentamente, e nemmeno tanto lentamente, si insinua nel tessuto sociale autoctono. Indebolendolo, come un virus.

E tornando dal globale all’individuale, questo vuol dire l’insinuarsi di elementi bioculturalmente (neologismo) estranei, nelle nostre famiglie.

E’ questo l’obiettivo di chi comanda: scardinare la società dal suo interno, inoculando il ‘caos etnico’ all’interno della componente fondamentale della società, la famiglia.
Sanno che questo e’ l’unico modo per distruggere le identita’ etniche di popoli europei: ‘bastardizzarli’. E per giungere a questo risultato non esitano ad imporre la presenza di immigrati in ogni ambito di socializzazione: scuole e asili compresi.

I vostri figli sono, per chi detiene il potere, cavie del loro laboratorio multietnico. Vogliono costruire la società e l’uomo nuovo.

La società globale e consumista. E per ottenere questo, devono abbatter le resistenze. Le Identita’.

E l’integrazione e’ la loro arma piu’ efficace, una manovra di aggiramento davanti allo schieramento difensivo della societa’.

Se ci riusciranno, pochi individui ricchissimi domineranno masse sterminate di meticci inconsapevoli e insoddisfatti.

Nel frattempo, in questa fase che loro sperano sia di transizione, il loro esperimento semina lutti e tragedie personali.

Lottare per la propria terra e la propria identita’, significa anche respingere l’arma suadente e suicida dell’integrazione. Significa non frequentare immigrati, non consentirne l’ingresso nell’ambito sacro delle nostre famiglie. Significa opporsi all’integrazioine forzata nelle nostre scuole.

Altrimenti, tutto e’ perduto. Per sempre, perche’ una volta sfregiata, l’identita’ bioculturale di una famiglia e di un popolo, e’ perduta per sempre. Non torna. Non può essere restituita alla propria purezza originaria.

La loro integrazione, e’ il nostro patibolo.




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