Quando gli africani incontrano il consumismo occidentale: scontri per gli ‘sconti’ – FOTO – VIDEO

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Questi immagini vengono dal Regno Unito. La Globalizzazione Americanizzazione procede a ritmo serrato nelle sue più demenziali espressioni: il cosiddetto ‘black friday’, il giorno degli sconti pre-natalizi, in cui orde di ‘consumatori’ famelici si scontrano per il gadget di turno: il nuovo tempio è il ‘centro commerciale’. Inutile dire che il mondo anglosassone è l’araldo della decadenza occidentale. E il consumismo spinto al confine dell’ideolatria ne è uno degli aspetti e delle cause.

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COMMESSO ASSALTATO DA ‘FAMIGLIOLA’ AFRICANA

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Non è un caso, che siano (quasi) tutti africani, i protagonisti del video e delle immagini, in un Paese, la GB, dove sono troppi ma in proporzione il 5/6% : il loro è uno shock culturale e intellettuale al quale non sono preparati. Quando gli africani incontrano il consumismo, accade quello che accade nella foto.




2 pensieri su “Quando gli africani incontrano il consumismo occidentale: scontri per gli ‘sconti’ – FOTO – VIDEO”

  1. Beh, la negrizzazione di un paese come la GB che subisce un’immigrazione incontrollata e massiccia di negroidi, non si limita solo all’aspetto etnico, ma anche a quello sociale. É normale, considerata la scarsa propensione da parte dei negri di rispettare anche le più elementari norme di civile convivenza, che si determinano questi episodi.

    I negri ovunque vanno rendono un posto invivibile e degradato, fa parte della loro natura, e se qualcuno pensa davvero che “integrandoli” tra noi si civilizzino, non ha capito un cazzo di niente. Ecco perché i leghisti quando parlano di integrazione, contraddicono il loro anti-immigrazionismo, che di fatto non é credibile.

    I negri e gli islamici devono stare per conto loro, integrandoli, facciamo solo del male a noi stessi, e ciò causa sola la nostra disintegrazione come comunità, perché in una comunità per quanto omogenea etnicamente, ci sono persone che la possono pensare diversamente sull’immigrazione. Considerato che ormai sono sempre di più coloro che con gli immigrati non vogliono starci a contatto (ed io sono tra questi), l’immigrazione va considerata uno strumento di oppressione della libertà di questi cittadini, in quanto li si vuole mettere forzosamente a contatto con loro, fatto inevitabile visto che sono forestieri che si insediano in casa altrui.

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