Embargo russo a tessile e moda: – 800mila posti di lavoro in pochi mesi

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In principio furono le pere, ma ora Putin fa sul serio: l’embargo, in reazione alle sanzioni UE, si allarga a moda e tessile.

E tutta Italia trema, visto che il settore della moda è un settore portante dell’economia italiana.

Da domani entra in vigore una risoluzione per lo stop all’importazione di calzature, capi d’abbigliamento e pelletteria da Usa e Unione Europea, firmata l’11 agosto dal premier Medvedev.

Per ora la risoluzione del governo di Mosca parla solo di forniture di abbigliamento e tessile legate allo Stato e agli enti russi: un impatto quindi forte, ma limitato. Ma viste le nuove sanzioni che la UE minaccia, è piuttosto prevedibile che la spirale di ritorsioni condurrà ad un embargo totale. Che metterà fuori mercato centinaia di migliaia di lavoratori degli 800mila impiegati nel settore.

«Per ora il nuovo embargo su calzature e abbigliamento – dice da Mosca Gimmi Baldinini, titolare dell’impero delle scarpe di lusso, con 130 negozi in Russia – è limitato. Se si allargasse, sarebbe un disastro. La Russia è il mio cliente più importante. Sento parlare qui a Mosca anche di un possibile blocco aereo di voli americani ed europei. Speriamo non lo attuino». Difficile non venga attuato, in risposta al fanatismo UE.

«Il blocco all’import del settore moda sarebbe una tragedia per l’Italia – avverte Paolo Gerani, amministratore delegato del Gruppo Gilmar -, è un mercato fondamentale, specie in un momento di stagnazione del mercato europeo. Un embargo esteso sarebbe la fine».

Renzi. Uno scout al governo.




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