Compagni: Mps, i trattamenti di favore agli immigrati iscritti alla Cgil e gli spot milionari

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Girando un pò su internet si scoprono molte cose interessanti su Monte dei Paschi e i suoi legami – meglio definirli “intrecci” – con certi settori della politica e della società.
Si scopre ad esempio che, MPS, riservava un trattamento privilegiato agli immigrati iscritti alla CGIL: insomma, io Pd che sono il versante politico della Cgil, nomino gli amministratori di MPS, questi raccolgono i soldi dei correntisti – e ora anche quelli dell’Imu – e poi offro un trattamento privilegiato agli immigrati della Cgil che è il mio sindacato. Si capisce bene che questa è una truffa totalmente legale, ma pur sempre una truffa.

MPS-CONDIZIONI RISERVATE AGLI IMMIGRATI ISCRITTI ALLA CGIL

E poi borse di studio, bonifici gratuiti per gli immigrati. Tutto pagato con le nostre tasse.

E che Mps fosse molto “attenta” all’immigrazione – come evidentemente ordinato da chi nominava i manager, il PD – lo si evince anche dai “seminari” che sponsorizzavano.

E poi ci sono, ovviamente, le marchette ai registi di sinistra – quelli che in cambio poi vanno alle feste dell’unità o come si chiamano oggi – ai quali venivano commissionati spot milionari.
Per lo spot del 2009 ecco Marco Bellocchio: 10 milioni di euro. Per un minuto e 1 secondo di video.

In precedenza sempre nel 2009 altro spot Mps affidato a Giuseppe Tornatore; al Monte ha dato la sua collaborazione artistica anche il filosofo-cantautore ora assessore palermitano Franco Battiato; nel 2007 la banca si è rivolta al regista Paolo Virzì.

Allo spot da 10 milioni ha contribuito, come direttore della fotografia, anche Daniele Ciprì, il geniale inventore con Maresco di “Cinico tv”, gli allievi prediletti di Enrico Ghezzi e della tv più intelligente di Rai, quelli dei filmati con protagonisti ragazzi dementi, grassoni immondi, eccetera. Per dirla con Wikipedia, sono gli ideatori di un mondo popolato da «uomini che hanno perso la figura ideale dell’uomo rinascimentale, leonardesco». Ecco, che cosa ci faccia uno come Ciprì nello spot della banca-simbolo di Siena, è difficile capire.




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