McDonald’s e il ricatto-balla delle assunzioni

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McDonald’s, niente permesso
40 nuove assunzioni a rischio

Da anni un imprenditore aspetta il permesso per aprire un punto vendita in una zona commerciale vicina a Montecatini Terme. E l’investimento rischia di saltare

Così titolano alcuni giornali digiuni di economia. Ovunque arrivi un McDonald’s – tacendo del danno culturale – per i cosiddetti 40 dipendenti low-cost spesso immigrati che assume, chiudono decine di piccole attività che danno lavoro a decine di persone e sono parte reale del tessuto economico locale.

I McDonald’s – come ogni multinazionale – sono accentratori di ricchezza: per fare un esempio banale, quello che prima guadagnavano decine di piccoli esercenti a conduzione familiare viene concentrato nelle mani della multinazionale e solo in minima parte viene redistribuito ai dipendenti a basso costo. L’economia locale ne soffre, perché fatti 100 i soldi guadagnati dai piccoli esercenti, questi rimanevano in loco venendo poi spesi in altri esercizi locali, quelli fagocitati da McDonald’s invece fin


La propaganda  – che fa ovviamente presa in questo periodo – fa parte della recente aggressione pubblicitaria messa in atto dalla multinazionale, con la bizzarra pubblicità dove si lodano per le loro assunzioni. Quello che non vi dicono, è che per ogni lavoratore low-cost da McDonald’s, molti lavoratori normalmente pagati perdono il lavoro. Molti piccoli esercizi chiudono.
iscono per il 90% alla casa madre e solo il 10% và ai dipendenti. Dove arrivano i McDonald’s – e ogni multinazionale – si crea lentamente il “deserto economico”.

E questo senza contare il disastro culturale e l’appiattimento che le multinazionali impongono e che è il marchio della Globalizzazione.




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