POLIZIOTTI IN RIVOLTA: MEZZO COMMISSARIATO IN QUARANTENA DOPO SBARCO INFETTI

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Vi abbiamo parlato delle decine di agenti e militari in quarantena dopo la sbarco in Calabria:

Epidemia colposa: 60 poliziotti e militari in quarantena dopo sbarco clandestini infetti

Monta la protesta, sterile, dei poliziotti.

A Siderno, denuncia il Sap, mezzo commissariato è in quarantena dopo gli sbarchi di Pozzallo. E a Lampedusa la situazione è ancora più nera. “I poliziotti in Sicilia stanno vivendo una situazione non più sostenibile per via degli sbarchi continui, in particolare a Lampedusa dove il sistema è in tilt”. Lo afferma Valter Mazzetti, Segretario Generale della Federazione sindacale di polizia.

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“Un numero ridicolo di uomini impiegati – continua – turni giornalieri multipli e a volte consecutivi, fino a raggiungere le 32 ore di servizio di seguito, servizi notturni svolti dagli stessi agenti 6 notti su 10, in condizioni disagevoli, senza i necessari tempi di riposo e recupero, con l’esposizione a rischi e pericoli, e con livelli di stanchezza e stress inimmaginabili”.

“Siamo servitori, non schiavi”
Già il Segretario Regionale della Sicilia, Giuseppe Sottile, aveva scritto al ministero dell’Interno spiegando come, nonostante l’impiego del X Reparto Mobile di Catania e dell’XI Reparto mobile di Palermo in servizi di identificazione, vigilanza e accompagnamento dei migranti che sbarcano continuamente, la situazione sia insostenibile in particolare a Lampedusa, dove le 5 squadre di 10 uomini fra Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza non ce la fanno più a reggere il carico di lavoro.

“Siamo Servitori, non schiavi. Non spetta ai poliziotti decidere in tema di politiche migratorie, ma spetta a chi li rappresenta denunciare quando le ricadute delle scelte politiche e amministrative gravano unicamente sulle spalle degli operatori in divisa – continua Mazzetti – tanto da violare il loro diritto a un lavoro dignitoso e sostenibile. E quello che i colleghi stanno svolgendo in Sicilia non lo è più. Se si vuole continuare ad accogliere con queste modalità il sistema deve poter contare su molte più risorse in termini di uomini e mezzi”.

A Siderno, denuncia il Sap, mezzo commissariato è in quarantena dopo gli sbarchi di Pozzallo. E a Lampedusa la situazione è ancora più nera. “I poliziotti in Sicilia stanno vivendo una situazione non più sostenibile per via degli sbarchi continui, in particolare a Lampedusa dove il sistema è in tilt”. Lo afferma Valter Mazzetti, Segretario Generale della Federazione sindacale di polizia.

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“Un numero ridicolo di uomini impiegati – continua – turni giornalieri multipli e a volte consecutivi, fino a raggiungere le 32 ore di servizio di seguito, servizi notturni svolti dagli stessi agenti 6 notti su 10, in condizioni disagevoli, senza i necessari tempi di riposo e recupero, con l’esposizione a rischi e pericoli, e con livelli di stanchezza e stress inimmaginabili”.

Già il Segretario Regionale della Sicilia, Giuseppe Sottile, aveva scritto al ministero dell’Interno spiegando come, nonostante l’impiego del X Reparto Mobile di Catania e dell’XI Reparto mobile di Palermo in servizi di identificazione, vigilanza e accompagnamento dei migranti che sbarcano continuamente, la situazione sia insostenibile in particolare a Lampedusa, dove le 5 squadre di 10 uomini fra Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza non ce la fanno più a reggere il carico di lavoro.

“Siamo Servitori, non schiavi. Non spetta ai poliziotti decidere in tema di politiche migratorie, ma spetta a chi li rappresenta denunciare quando le ricadute delle scelte politiche e amministrative gravano unicamente sulle spalle degli operatori in divisa – continua Mazzetti – tanto da violare il loro diritto a un lavoro dignitoso e sostenibile. E quello che i colleghi stanno svolgendo in Sicilia non lo è più. Se si vuole continuare ad accogliere con queste modalità il sistema deve poter contare su molte più risorse in termini di uomini e mezzi”.

Sinceramente: siamo stanchi di poliziotti che si lamentano, giustamente, dell’eccessivo carico di lavoro e del pericolo a cui vanno incontro avendo a che fare con clandestini infetti. Non una parola su quello che è più importante: vi utilizzano come braccia lavoro per l’invasione.

State portando nelle vostre case la feccia di tutto il mondo. Se va bene fancazzisti, se va male ladri e stupratori. Depezzatori di bambine. E, ora, anche untori del coronavirus.

Scioperate. Non si obbedisce ad un governo illegittimo che dà ordini contrari all’interessa nazionale. Siate con il popolo, perché siete parte del popolo, non con la feccia che ha occupato il potere.




8 pensieri su “POLIZIOTTI IN RIVOLTA: MEZZO COMMISSARIATO IN QUARANTENA DOPO SBARCO INFETTI”

  1. Responsabile di questa situazione è la Costituzione Repubblicana. Ha creato un meccanismo a tenaglia che agisce contro la comunità. I migranti entrano in Italia clandestinamente, commettendo un reato. Il primo braccio della tenaglia, cioè Il potere giudiziario non punisce il reato. Il secondo braccio della tenaglia, cioè i poteri legislativo ed esecutivo garantiscono i diritti di queste persone con vitto, alloggio, assistenza sanitaria, patrocinio legale, e una paghetta giornaliera. Si arriva, quindi al paradosso che chi commette un reato (immigrazione clandestina, non è punito, ma addirittura premiato. (vedi: dirittiumani.net/il-meccanismo-a-tenaglia-contro-la-comunità )

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