Torino città islamizzata, stupro libero nelle palazzine occupate – VIDEO



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Un incubo lungo quasi un giorno e mezzo. Trenta ore in balia di tre stranieri, sequestrata nelle palazzine dell’ex Moi e violentata più volte dai profughi che da anni vivono in quelle che erano le palazzine olimpiche realizzate per Torino 2006.

Torniamo a parlare del dramma terribile vissuto dalla ragazza disabile di 21 anni, perché dopo anni, i clandestini sono ancora lì. E sono ancora lì, dopo che Appendino aveva promesso lo sgombero entro la primavera.

I fatti risalgono alla fine dello scorso mese di maggio e dal momento dell’arresto, i tre profughi di 28, 31 e 32 anni sono rinchiusi carcere.

In appello, come in primo grado, i difensori hanno difeso gli stupratori con la bizzarra tesi della “difficoltà di esprimere consenso” da parte della ragazzina e sulla capacità dei tre imputati di riconoscere il suo stato di infermità.

Se non sono capaci di capire che una ragazzina è disabile mentalmente e che non vuole essere stuprata da loro, è evidente che l’Italia non è il posto per questa gente dal QI troppo basso rispetto alla media europea.

E ora le palazzine sono ancora occupate dai cosiddetti profughi africani. E lì spacciano. Hanno il covo, vero Appendino?

Ma lei è impegnata nel pensare a mutui su misura, senza interessi per islamici. Strumenti ‘sharia compliant’ che rispettino le regole della finanza islamica, in attesa che sbarchi presto in città la prima banca islamica d’Italia e così l’islamizzazione sia completa.

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Divisa tra viaggi istituzionali a caccia di investimenti tra i ricchi fondi del Medio Oriente e patrocini ai congressi di finanza islamica che si svolgono in casa, la sindaca grillina Chiara Appendino rilancia il suo piano per una città muslim friendly. Questione di bilancio, che langue. Ma anche di «inclusione sociale». Ieri intervistata da Maria Latella su Sky, oltre ad annunciare azioni legali contro il governo perché restituisca al comune 61 milioni di euro del fondo perequativo Imu-Ici, ha ricordato che la «finanza islamica non è solo possibilità di raccogliere opportunità economiche, con finanziamenti in infrastrutture e aziende, ma è anche un tema di integrazione». L’attenzione è rivolta ai 50mila immigranti di religione musulmana che vivono in città e che tengono i soldi sotto il materasso perché in Italia non esistono sportelli islamici fedeli ai dettami religiosi. Gli stessi che impediscono loro di «comprare case», visto che i mutui sono vietati dal Corano insieme a qualsiasi strumento finanziario che comporti degli interessi passivi. E allora vanno agevolati, ribadisce la grillina, perché solo così ci può essere vera «integrazione». Tanto che per loro il Comune studia delle alternative su misura, delle «possibilità di accedere al credito senza violare le prescrizioni del Corano permettendogli di acquistare una casa o di aprire una attività». Allo studio della giunta c’è già un protocollo da predisporre con i tribunali che consenta agli acquirenti musulmani il pagamento a rate sulle vendite a incanto. Ma nel mercato immobiliare interno ci sono anche intere aree urbane «che stiamo mappando» per incentivare insediamenti appetibili ad acquirenti e istituti finanziari del Medio Oriente.

Il progetto di una città halal friendly di Appendino a spiegato qui:

Animali sgozzati in modo brutale e totalmente inconsistente con le minime regole di rispetto del loro dolore, e svendita ai potentati arabi. Islamizzazione della città favorendo l’acquisto di case agli immigrati islamici. Questo è un piano scientifico di distruzione sociale.

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