“Apprendiamo notizie attraverso mezzi di comunicazione che per l’ennesima volta alcuni autobus dell’Amat di Taranto con i relativi autisti sono stati messi a disposizione per i profughi al porto di Taranto. E’ anche noto che agli stessi extracomunitari è stata riscontrata la malattia infettiva chiamata Scabbia”. Non solo Scabbia: anche Tubercolosi e ‘febbri di origine sconosciuta’.
VERIFICA LA NOTIZIAE’ quanto scrivono, rivolgendosi ad Amat, Asl e Prefettura, i sindacati di categoria Faisa Cisal, Ugl Trasporti e Sinai. “E’ doveroso ricordare” rimarcano “che il personale autista dipendente della Società Amat è stato assunto per assolvere all’obbligo del Trasporto Pubblico Locale e non al trasporto degli extracomunitari e non solo, dagli ultimi dati in nostro possesso risulterebbe che un importante numero di bus non è in esercizio per deficit tecnico, ne deriva che una altrettanto percentuale di chilometri non sarebbero effettuati. Inspiegabilmente notiamo un vero contro senso: la sottrazione di ulteriori bus al servizio della città per far fronte all’emergenza profughi, significherebbe dire, bus ancora in meno. Per le ragioni esposte e ritenendo del tutto anomalo e contraddittorio quanto accade, siamo a chiedere un incontro urgente nella quale la società spieghi con quale criterio si svolge il servizio nella città di Taranto. A questo si aggiungono gli episodi di aggressione ai lavoratori, non ultimo quello accaduto ad un verificatore titoli di viaggio ed al vigilante, che hanno tra l’altro, riportato ferite guaribili in più o meno venti giorni”.
Sugli immigrati, comunque, la polemica è feroce. Continua in maniera massiccia ed incessante, l’afflusso di clandestini ed aspiranti profughi, sul nostro territorio nazionale, dal Canale di Sicilia e dalle frontiere del nord-est. Navi di Paesi europei, raccolgono in mare, clandestini che, con gommoni o altro, cercano di raggiungere la nostra costa, e dopo averli caricati, rotta, ovviamente, per un porto italiano.