Roma – “Contatterò i sindaci per ragionare insieme sul da farsi. E’ chiaro che quando c’è uno sbilanciamento tra persone straniere e cittadini italiani si creano momenti di tensione”.
E’ quanto dichiarato dal ministro dell’Interno Angelino Alfano ai giornalisti che gli chiedevano di commentare la rivolta degli immigrati di ieri sera a Castel Volturno, nel Casertano. Alfano ha detto che chiamerà il prefetto e i vertici delle forze dell’ordine.
Il sedicente ministro, quindi, continuerà l’attività svolta in questi mesi: gradevoli chiacchierate finalizzate ad ottenere il nulla. Curiosa l’affermazione sullo sbilanciamento etnico. Se ne preoccupa, ma al tempo stesso lo incentiva ogni giorno traghettando africani in Italia. E’ confuso, non si rende conto dei danni che sta creando.
Intanto, mentre lui chiacchiera, l’Italia assomiglia sempre di più ad una nazione africana, con i suoi villaggi teatro di scontri etnici.

Nella situazione di Castel Volturno e dell’intera zona della Domiziana, invasa da un nutrito gruppo di negri parassiti e nullafacenti, non c’é nulla da discutere, c’è solo da fare una cosa ben precisa ed efficace: espellerli in massa e rispedirli nei loro paesi, ma ovviamente con le istituzioni criminali e pro-immigrazione che ci ritroviamo, questo rimane solo un auspicio, un desiderio, che non si concretizzerà mai.
In quella zona, i vari ghanesi (i connazionali di Barwuah), nigeriani (i connazionali di Okaka e Ogbonna) e ivoriani, hanno portato solo degrado ambientale e sociale, nonché criminalità, basata principalmente su furti e spaccio di stupefacenti (spesso per conto dei clan camorristici locali). Grazie a tutta quella feccia che ho menzionato, quella zona é diventata un bronx, ed é una zona franca, dove le forze dell’ordine sono praticamente inesistenti.
Ovviamente lo Stato italiano ha mobilitato le forze dell’ordine solo in occasione dei fatti del 2009, quando sei negri a Castel Volturno furono uccisi per mano della camorra, e nella zona l’allora ministro degli inteni leghista Maroni inviò l’esercito: in quel caso, improvvisamente, lo Stato si accorse dell’esistenza della camorra, la stessa che per decenni, indisturbata, ha versato rifiuti industriali e materiale radioattivo nella zona oggi detta “Terra dei fuochi” che comprende la zona nord di Napoli e la zona sud di Caserta.
Lì prima o poi qualcosa deve cambiare, e se a cacciarli non ci penserà lo Stato, é meglio che a pensarci siano gli stessi cittadini che vivono in zona, i quali sono quelli che vivono maggiormente il disagio per una situazione che si crea con una forzosa convivenza con una colonia di elementi totalmente estranea e distante anni luce sotto tutti gli aspetti, non solo antropologici, ma anche socio-culturali. La situazione di Castel Volturno dimostra come la parola “integrazione” sia di difficile attuazione, soprattutto per quel che riguarda i negri gli islamici, gruppi che più che a “europeizzarsi”, tendono invece a trasformare il luogo in cui si stabiliscono a loro immagine e somiglianza, come quartieri dei loro paesi di origine.