De Luca ha passato mesi a parlare. Ora la sua regione è sull’orlo del baratro. E’ la Lombardia a Gennaio senza il sistema sanitario lombardo. E con migliaia di immigrati sparsi sul territorio che fanno quello che vogliono, come dimostrano video e immagini dalle città campane.
De Luca frigna per la mancanza di personale medico in Campania. Colui che faceva la morale al nord Italia ha trascorso 8 mesi a fare il clown senza concludere niente, ora piange. Ci spiace per coloro che non l'hanno votato, uniche vittime di questo enorme cialtrone. #RadioSavana
— RadioSavana (@RadioSavana) October 9, 2020
“Oggi abbiamo la disponibilità di posti letto adeguata alla domanda di ricoveri. Abbiamo molti asintomatici, e dei 700 e passa nuovi casi che avremo anche oggi, il 90-95% sono asintomatici”. Lo sottolinea, a margine dell’assemblea dell’autotrasporto a Napoli, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che aggiunge “noi diamo i numeri, e non dobbiamo dare ne’ illusioni ne’ drammatizzazioni”. Gli asintomatici “vanno ricollocati in isolamento domiciliare e non vanno in ospedale. Però se si alza l’età media dei contagi, dobbiamo aspettarci anche ricoveri ulteriori, con due novità che non avevamo 6 mesi fa, l’apertura delle scuole e la stagione dell’epidemia influenzale”. “Oggi la situazione è sotto controllo, prepariamoci in anticipo per gli interventi che probabilmente saranno necessari da qui a un mese un mese e mezzo”, conclude il presidente della Campania.
“Se l’andamento dei casi di infezione da SarsCov2 continuerà con i ritmi ed i numeri attuali, e senza misure di ulteriore contenimento, stimiamo che in meno di un mese le terapie intensive al Centro-Sud, soprattutto in Lazio e Campania, potranno andare in sofferenza in termini di posti letto disponibili”. Lo afferma all’ANSA il presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi-Emac), Alessandro Vergallo, commentando l’attuale andamento della pandemia in Italia. “Siamo molto preoccupati per le Regioni meridionali – sottolinea – dove rileviamo una maggiore impreparazione a far fronte ad un eventuale peggioramento della situazione”.
