Meno aiuti a fondo perduto, più prestiti ai Paesi in difficoltà. Sarebbe questo l’accordo raggiunto sul Recovery Fund al vertice ristretto andato in scena a Bruxelles tra il premier italiano Giuseppe Conte, quello olandese Mark Rutte, quello spagnolo Pedro Sanchez, il presidente francese Emmanuel Macron, la cancelliera tedesca Angela Merkel e la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen. Nella bozza della nuova proposta che il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha sottoposto ai leader per uscire dallo stallo nei negoziati restano i 750 miliardi di euro complessivi, ma di questi saranno 450 i miliardi concessi ai paesi in crisi per il coronavirus sotto forma di prestiti e 300 miliardi quelli erogati come sovvenzioni (nella proposta precedente erano previsti 500 miliardi di sovvenzioni e 250 di prestiti).
In Olanda stanno celebrando il successo di Rutte.
"Premiata la resistenza del premier Rutte al piano di ripresa europeo. Rutte ha chiesto che se un Paese non fa le riforme in cambio degli aiuti finanziari, i pagamenti possono essere fermati." https://t.co/Tdx7e60HAJ— Angela C. (@angelainNL) July 18, 2020
Per utilizzare le risorse del Recovery gli esecutivi dovranno proporre piani di riforme e investimenti, che andranno approvati dalla Commissione europea e dal Consiglio Ue a maggioranza qualificata. Per venire incontro all’altra richiesta dell’Olanda, sarebbe previsto il “freno d’emergenza” durante l’esecuzione dei piani nazionali. Non è un veto, come chiesto da Rutte, ma un solo Paese potrebbe attivare una sorta di riesame dell’intervento sostenuto dall’Europa e potrebbe bloccare l’erogazione dei fondi a un determinato Paese giudicato “furbetto”. “Si tratta di un pacchetto e ci sono molti altri problemi da risolvere. Ma le proposte sulla governance presentate da Michel sono un passo serio nella giusta direzione”, è non a caso il commento soddisfatto di fonti diplomatiche olandesi. “Rimangono molti problemi” da risolvere, aggiungono le stesse fonti, “e se arriveremo” a un accordo “dipenderà dalle prossime 24 ore”.
Tanto sono comunque soldi nostri. Per il Fregatura Fund si finanzia con i soldi del bilancio Ue, a cui l’Italia dà ogni anno 5 miliardi di euro netti. Quindi, alla fine, tra prestiti e ‘sussidi’, l’Italia prenderebbe in prestito soldi propri e ci dovrebbe pure pagare gli interessi.
Sarebbe molto più semplice uscire dalla Ue e tenerci i 5 miliardi l’anno. Troppo semplice.

Santa Europa che non ci da’ una lira… se ci avessero dato i soldi Conte (e temo Salvini che deve tutelare i vecchi pensionati del nord con un piede già nella fossa) ci teneva ancora prigionieri in casa. Viva il Coronavirus e la necessità di lavorare-consumare nonostante il pericolo rappresentato dal virus, una guerra civile o razziale sarebbe stata meglio per tirare fuori il coraggio da questi Italiani smidollati, ma accontentiamoci. Sapere che i professori andranno a scuola col terrore di contagiarsi, a settembre, e’ già una soddisfazione. Viva il Coronavirus, chi ha paura stia a casa. Vermi! Vigliacchi!
certo che lasciarsi mettere i piedi in testa da uno che di cognome fa “RUTTE”…
Già c’è “SCUREGGE”, che è quella panzo-culona dai capelli biondo slavato a cui giuseppi sta leccando la mano…