
Ma concentrato in pochi mesi.
Per effetto di tali andamenti l’occupazione meridionale, si sottolinea, scenderebbe intorno ai 5,8 milioni, su livelli inferiori a quelli raggiunti nel 2014 al culmine della doppia fase recessiva. Il tasso di occupazione scenderebbe di circa 2 punti percentuali e mezzo al 42,2% per risalire di un punto nel 2021.
Nel 2020 il Pil dovrebbe registrare un calo dell’8,2% nel Mezzogiorno e del 9,6% nel Centro-nord. Il pil in Italia dovrebbe registrare un calo del 9,3%, stima ancora la Svimez sottolineando che il calo del Pil “è più accentuato al Centro-Nord risentendo in misura maggiore del blocco produttivo imposto per contenere la diffusione della pandemia e per due ordini di motivi aggiuntivi”. Nel 2020, le esportazioni di merci dovrebbero contrarsi, rispettivamente, del 15,6 e del 13,7% per cento nel Sud e nel Centro-Nord. In quest’ultima area esse pesano, però, per quasi il 30% sul Pil, rispetto a meno del 10 in quelle meridionali.
Ci paiono previsioni ottimistiche. Ma, comunque, vi sembra normale regolarizzare clandestini mentre si sta perdendo 1 milione di posti di lavoro?

C’è la POTENZA DI FUOCO di giuseppe!!!Nessun problema!Vi venissero 1000 cancri insieme!!!