Una ragazzina sequestrata a 15 anni e messa incinta dal suo aguzzino. Che poi l’ha anche costretta ad abortire. La mamma, cercando la presenza della figlia su internet, l’ha trovata ‘protagonista’ di video porno sulla nota piattaforma:
Pornhub has been caught displaying over 50 pornographic videos featuring a 15-year-old girl, and yet no law enforcement action has been taken against them. This lack of enforcement makes complete sense if Pornhub is actually a U.S. government operation. https://t.co/aT4onnB4cg
— Roosh (@rooshv) February 14, 2020
Pornhub’s official Twitter account admitted that they “verified” the 15yr old girl who was trafficked and raped in 58 videos that were uploaded to the site. Shortly after realizing they admitted complicity, they deleted the tweet but it was already cached elsewhere. This is it. pic.twitter.com/Rz9aFJPfrD
— Laila Mickelwait (@LailaMickelwait) February 10, 2020
Guardando il porno in rete vi rendete partecipi e cavie di un progetto decennale che insieme ad altre iniziative è teso a destrutturare la nostra società. Perché le società deboli sono più facile terreno di conquista.
Non è strano che i governi cosiddetti democratici impediscano l’accesso a forum online dove si scrivono cose o altri che diffondono film e sport gratis e, invece, non facciano nulla per bloccare l’accesso a siti come questi: sono parte di un piano a lungo termine di cui siamo tutti vittime senza rendercene conto.
Non è ‘bigottismo’, è ciò che deve essere detto.

https://www.ilgiornale.it/news/politica/lultimo-femminicidio-e-rivolta-delle-donne-i-media-ci-1827300.html