
Mentre stava girando per gli stand con una copia del libro Io sono Matteo Salvini in mano, vera pietra dello scandalo, è stata attaccata da un collaboratore della casa editrice Feltrinelli e da alcuni visitatori che, intonando Bella ciao, hanno cercato di zittirla: “Le censure sono brutte e questa è la dimostrazione che il mio libro può e deve entrare ovunque”, stava dicendo la giornalista.
“Ho portato una copia del mio libro – ha aggiunto – per fare vedere a tutti quelli che me lo hanno impedito, compreso il signor Lagioia e la sindaca Appendino, che la cultura spacca i ponti e può entrare ovunque”.
“Quando ho fatto la richiesta ai suoi più stretti collaboratori di poter pubblicare il libro-intervista – ha raccontato – ho inviato una mail dicendo che l’avrei fatto con Altaforte. Il ministro non ha rilasciato un’intervista ad Altaforte, ma a Chiara Giannini come ha fatto tante altre volte in questi anni”.
Notate questa immagine:

“I libri sono la vita”. Quando le parole sono solo vuoti proclami senza sostanza.
“Il mio libro è stato censurato dal Salone del Libro e alcune librerie hanno detto che lo censureranno – ha denunciato la giornalista – lo diffondo su altri canali perché credo che in Italia debba esistere la libertà di espressione”. E a chi le chiedeva conto delle parole di Polacchi, che durante una trasmissione si è proclamato “fascista” e ha additato l’antifascismo come “vero male di questo Paese”, ha risposto: “L’editore parla a nome personale, io non sono fascista, sono una giornalista libera e indipendente, non mi sono mai schierata politicamente. Per quale motivo impedirmi di presentare il libro? Non lo capisco”. A quel punto i soliti anti democratici hanno intonato Bella ciao per provare a farla tacere. “Questi – ha replicato la giornalista – sono gli italiani che impediscono la democrazia. Viva la democrazia e viva l’Italia”.
https://www.facebook.com/cc.giannini/videos/354152791972233/?__xts__%5B0%5D=68.ARDtcuxIIchz_6-5_lPCmXWPYv6QO2DJ0Le_ZN9Tlf-5tv0J5aZCXmnNFdEX-MkCoZxiu5GJkSaKx8RH_hVslKs-aBj8ffPvK6ZkoRjWhdE85SydUQ_XYEDgvLDG0RvjjFLCuGy9xHQ_zdpwz4xZY1V3W2REZOFza12ba_lZuWUOTbsq1AQo_S4a9hnS6c7zADthuJXF_GPhpU_SCIWD7Mluhe0tIkwMmlv4bAEzInmUDnnNRoIfyHTERKhtBR8BI_2noW_L43xZ2XtlRjsyYLGkby9xdrMnxvpcXDMFCB5Opom4NafVtvDCGI6Tj0poMa284gnabCizZw9HL2pwniCjd0vju_3tEgE&__tn__=-R
Questo è troppo.
Chiara Giannini è una regolare giornalista iscritta all’Ordine, ha intervistato un politico e ha scritto un libro a riguardo, fine. L’aggressione verbale al grido di “bella ciao” di questo imbecille col pugno alzato è una vergogna. Solidarietà a Chiara Giannini. pic.twitter.com/HPzkVlvyV4— Claudio Perconte 🇮🇹 (@ClaudioPerconte) May 11, 2019

Bisognerebbe sondare fino a dove arriva l’antifascismo! Ovvero, fino ad ora abbiamo capito che un non fascista non deve scegliere come editore di un suo libro un fascista. Andiamo avanti e chiediamoci: da un idraulico fascista ci si puo’ far riparare un tubo? Se il formaio e’ nostalgico il pane li non si deve comprare? Ci illuminassero, non capiamo.