Profugo spacciatore fa ricorso, Tar lo boccia: “Togliere status di rifugiato ai profughi spacciatori”

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Il richiedente asilo che commette un reato può (può!) perdere i benefici connessi al proprio status previsti dalle norme vigenti: a stabilirlo è una sentenza del Tar della Liguria. La normalità che diventa ‘atto rivoluzionario’.

I giudici amministrativi hanno rigettato il ricorso a spese dei contribuenti di un richiedente asilo e spacciatore nigeriano (nigeriano!) fermato a dicembre mentre era in possesso di droga e che aveva fatto ricorso contro la revoca delle misure di accoglienza stabilita dalla prefettura di La Spezia.

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L’avvocato del giovane fancazzista nigeriano, fornito dalle solite associazioni che fanno business con l’accoglienza e che non volevano perdere una ‘risorsa’, ha contestato il provvedimento del prefetto con due argomentazioni principali: una di carattere formale – e cioè che la misura di revoca non era stata preventivamente comunicata – e una di carattere sostanziale, contestando che il fatto di possedere droga non sarebbe contemplato fra le ipotesi di revoca delle misure di accoglienza”.

Contestazioni rigettate dal Tar. Secondo i magistrati liguri, infatti, “il reato costituisce una grave violazione delle regole della struttura” in cui il nigeriano è ospitato. Chiarendo così che il reato non si concilia con lo status di richiedente asilo.

Siamo ridotti a dovere esultare perché un finto profugo nigeriano viene – non espulso – ma cacciato dall’hotel dove vive a spese nostre perché spaccia.