Rapina a Milano: ‘risarcimento’ milionario a zingari per sgombrarli da ville abusive

Vox
Condividi!

Infrastrutture Lombarde (con la mediazione del Comune di Milano) pagherà fino a 50mila euro per liberare i terreni in via Monte Bisbino dalle ville abusive degli zingari. L’area si trova a cavallo tra il comune di Milano e quello di Baranzate, ed è occupata da decenni da costruzioni che sono state edificate senza licenza da zingari dell’Est.

Gli zingari si erano fatti un villaggio abusivo. Non hanno mai chiesto alcun permesso – a loro non serve – e non hanno mai pagato le relative tasse, né i costi per gli allacciamenti abusivi. Lasciamo perdere l’Imu, peggio della Idem.

Per anni nessuno ha agito, nessuno ha pensato che forse, quella favela andasse abbattuta. Poi è arrivato l’Expo – una stronzata, ma questa è un’altra storia – e allora l’appetito dei palazzinari e degli affaristi ha fatto il miracolo: le case abusive verranno abbattue.
Ma c’è Pisapia, e allora avviene l’incredibile: le villette abusive verranno sì, abbattute, ma chi le occupa, verrà risarcito. Risarcito con 50mila euro a testa per avere costruito e abitato illegalemente villette sul territorio italiano. E’ il mondo alla rovescia, è il fantastico mondo di Kyenge e Boldrini, dove chi più viola la legge, più viene premiato.

È l’indennizzo che Infrastrutture Lombarde spa – società della Regione Lombardia – pagherà ad ogni abusivo, e la strada sterrata, che oggi i rom percorrono per tornare a ‘casa’ dopo una dura giornata di razzie, elemosine e rapine, sorgerà il raccordo che collegherà la stazione della metropolitana M1 di Molino Dorino con la Milano-Laghi.

Ovviamente agli zingari il ‘risarcimento’ non basta, e scatta il solito piagnisteo migrante: “Cinquantamila euro di indennizzo non sono nulla se hai da mantenere otto figli – dice un uomo dallo sguardo furbo, poco più di trent’anni, nato a Milano da genitori serbi – ci cacciano dalle case che ci siamo costruiti con fatica e non ci danno un posto in cui stare. Sbattono in mezzo alla strada noi e i nostri bambini piccoli che frequentano le scuole della zona”.

Vox

Accompagnati da polizia e vigili urbani, i funzionari di Infrastrutture Lombarde hanno consegnato i primi assegni alle famiglie, che hanno cominciato a sbaraccare le case. Entro giovedì mattina l’area dovrà essere completamente sgombra. Alcune delle abitazioni sono prefabbricati malconci, con il solo piano terra. Altre sono vere e proprie villette in muratura, con patio, vasi di fiori alle finestre, antenne paraboliche e posti auto coperti sotto cui riposano berline tedesche. “Il valore commerciale di alcune case è di centinaia di migliaia di euro, ma ci dovremo accontentare di un decimo del prezzo di mercato – lamenta un capofamiglia di origini croate – Infrastrutture Lombarde nei mesi scorsi ci ha fatto firmare contratti difficili da comprendere. Siamo stati costretti ad accettare, sapendo che le nostre abitazioni sarebbero state comunque distrutte”.

L’entrata in vigore del nuovo Pgt, il piano di governo del territorio della giunta Pisapia, nel maggio 2012, ha cambiato le carte in tavola: parte dei terreni sono divenuti edificabili e questo – pur non essendo elemento sufficiente a condonare le villette – ha permesso alle famiglie rom di rinegoziare l’indennizzo. Garante delle trattative fra famiglie e Infrastrutture Lombarde è stato il Comune di Milano. “Abbiamo mediato per favorire l’incontro fra le parti – spiegano dall’assessorato alla Sicurezza, guidato da Marco Granelli – La polizia locale, assieme alle forze dell’ordine, ha poi svolto mansioni di sicurezza in tutti i passaggi”.

Infrastrutture Lombarde non ha fin qui comunicato l’importo complessivo che entro giovedì sarà trasferito alle famiglie rom. Si parla di una cifra totale vergognosa fra i 500mila euro e un milione.

E non basta, a sparire saranno solo le villette a ridosso dell’autostrada, le altre invece, sempre abusive, rimarranno in piedi, in barba alla legge e ai cittadini italiani che pagano le tasse e si comportano onestamente. Ma non sono Rom.

“Non escludiamo di trasferirci lì anche noi”, dice a mezza voce un ragazzo.

La società è controllata dalla Regione Lombardia a guida leghista, vergognoso che si presti al taglieggio di Pisapia e dei suoi fratelli.