PROFUGHI RIFIUTANO LAVORO CIMITERO: TURBATI DA CROCI CRISTIANE

Vox
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TORRE DEL LAGO – I finti profughi tutti islamici accolti a spese dei contribuenti in zona – cinque senegalesi che sarebbero in fuga dalla guerra in Siria – si sono rifiutati di fare i lavori di manutenzione all’interno del cimitero per la presenza di troppe croci e simboli di natura cristiana.

I cinque siriani ad honorem erano stati mandati a fare i lavori di pulizia dentro al cimitero di Torre del Lago. Ma hanno chiesto ai responsabili della Misericordia, che li sfrutta a spese nostre (noi paghiamo loro lo stipendio perché fingano di lavorare) di poter essere mandati da un’altra parte: «Lo hanno fatto educatamente – spiega tutto contrito tal Paolo Gragnani, presidente della Misericordia di Torre del Lago – Non volevano smettere di lavorare ma solo di farlo in un’altra zona: le croci e i simboli cristiani gli provocavano turbamento, si sentivano a disagio e noi li abbiamo accontentati. Di lavori da fare ne abbiamo in abbondanza». Li turbavano, poverini. Vadano a chiedere asilo in Arabia Saudita.

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«La notizia è totalmente falsata – dice Gragnani senza capire quanto si ridicolizzi con queste sue parole – Non c’è stato nessun rifiuto né alcuna acredine. Loro hanno fatto una normale richiesta, che sarebbe potuta arrivare anche da un cristiano e noi li abbiamo accontentati e mandati a lavorare altrove. Mi sono stupito che la cosa sia venuta fuori adesso».

«Ci hanno aiutato sempre in tutto: a pulire i parcheggi, a montare gli stand. si
sono occupati delle aiuole e di molte altre cose. Non si sono sottratti al lavoro – continua il presidente – hanno dimostrato volontà nell’integrarsi e stanno prendendo lezioni di italiano. Io non posso che parlare bene di loro».

E ci credo. Questi hanno trovato lavoratori Zero Cost a spese dei contribuenti italiani. Le varie associazioni – e in Toscana la Misericordia è impelagata in vicende piuttosto losche – hanno scoperto un filone di business senza fine. Beccano 35 euro al giorno per ogni fancazzista, che poi fanno lavoricchiare senza stipendio – lo paghiamo noi con vitto, alloggio e paghetta – al posto di eventuali ragazzi italiani.