Stupratore recidivo finisce in centro accoglienza e stupra volontaria

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L’africano, finalmente bloccato, è stato identificato nel trentottenne già conosciuto perché con alle spalle molti precedenti di polizia, anche per reati sessuali. Al termine degli accertamenti, i carabinieri lo hanno arrestato per violenza sessuale e resistenza a pubblico ufficiale.

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“Aggressione sessuale in una struttura di accoglienza: La paura e la determinazione dell’operatrice”**

All’interno della **Villetta Mattei**, una struttura di seconda accoglienza gestita da un’associazione del Comune, si è consumato un atto di violenza che ha lasciato l’intera comunità sconvolta. L’aggressione sessuale, perpetrata da un marocchino irregolare e senza fissa dimora, ha avuto come vittima un’operatrice di un centro antiviolenza che lavorava nella struttura.

La giovane operatrice ha reagito con prontezza quando l’immigrato, nudo, ha tentato di avvicinarsi a lei e abbrancarla. Si è chiusa a chiave nel bagno, sfuggendo così all’aggressione che stava subendo. Ma la sua paura e la sua rabbia sono palpabili. Quell’abbraccio schifoso, le mani nere che l’hanno palpeggiata, hanno lasciato un segno indelebile nella sua mente.

**Il coraggio di chiamare il 112**

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Sotto shock, l’operatrice ha chiamato immediatamente il numero di emergenza 112. Una pattuglia del Radiomobile è giunta tempestivamente in via Mattei. I carabinieri si sono trovati di fronte a un marocchino seminudo, furioso e aggressivo. Calci e pugni hanno colpito gli agenti, che hanno dovuto ricorrere allo spray al peperoncino per placare la sua furia.

L’aggressore, un clandestino di 38 anni, non è nuovo a episodi di violenza e reati sessuali. I precedenti di polizia parlano chiaro. Ora è stato arrestato per violenza sessuale e resistenza a pubblico ufficiale. La sua identità è nota alle forze dell’ordine, ma la sua presenza nella Villetta Mattei solleva interrogativi sulla sicurezza e sulla gestione delle strutture di accoglienza.

La violenza dell’altra sera è solo una goccia nel mare dei problemi che da anni si verificano nella zona di via Mattei. Appena tre sere fa, l’ultimo episodio: un tentato omicidio in una struttura per stranieri di via Pallavicini, dove un marocchino di 59 anni è stato accoltellato alla gola da un tunisino di 27, poi fermato dalla polizia.

Andando indietro nel tempo, l’episodio più grave resta la violenza sessuale su una ragazza di 16 anni, avvenuta nel 2009. Responsabile di quello stupro, un tunisino irregolare, Jamel Moamib. Il bruto, bloccato dalla polizia mentre era ancora addosso alla ragazza, era finito in carcere e condannato. Scontata una pena irrisoria a poco più di quattro anni, uscito dal carcere nel 2018 lo straniero tentò di violentare un’altra donna.

Negli anni altri episodi hanno interessato il vicino Cas, dove le risse e gli accoltellamenti (compreso un tentato omicidio e la violenza sessuale su una bambina di tre anni) non sono mancati. Quattro anni fa, infine, un trentenne ivoriano aveva tentato di violentare una ragazza, dopo essersi introdotto in casa sua in via Martelli.